Guerra a Gheddafi, tutti d’accordo per la discussione parlamentare

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Si farà in Parlamento la discussione politica sulla vicenda Libia.

Lo ha annunciato il ministro della Difesa, La Russa: “non è ancora stato fissato ma non intendiamo sottrarci alla valutazione delle Camere. Dal punto di vista giuridico è sufficiente il voto delle Commissioni, ma dal punto di vista politico riteniamo che il Parlamento non solo debba essere informato ma debba anche esprimersi”.

“In Libia vanno salvati i civili minacciati da Gheddafi, ma vanno difesi anche gli interessi economici italiani. L’obiettivo dell’Italia, come indica la risoluzione dell’Onu, resta quello di proteggere i civili e favorire una transizione democratica per il dopo Gheddafi – ha detto Corsaro, vicepresidente vicario del PdL alla Camera – e sarebbe però ipocrita nascondere che in ballo ci sono anche grandissimi interessi di tipo economico ed energetico. Interessi che stuzzicano gli appetiti di tanti paesi.”
Il Terzo polo, formato da Udc, Fli, Api, chiede un dibattito e un voto parlamentare all’intervento in Libia effettuato sulla base di una decisione dell’Onu. “Il Nuovo Polo per l’Italia -si legge in un loro comunicato- ribadisce il suo convinto sostegno all’azione della comunità internazionale in Libia, secondo la Risoluzione dell’Onu 1973. E’ tuttavia impensabile procedere all’ intervento senza un dibattito parlamentare seguito da un voto dell’aula, che confermi il voto espresso dalle commissioni”.

Anna Finocchiaro e Dario Franceschini, capigruppo del Pd al Senato e alla Camera, chiedono “un urgente passaggio nelle aule parlamentari di conferma del voto” già appresso dalle commissioni esteri-difesa di Palazzo Madama e di Montecitorio sull’intervento in Libia. “E’ necessario -sostengono- che il Parlamento nel suo plenum possa confermare il sostegno alla posizione del nostro Paese con una piena assunzione di responsabilità”.

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