Italiani, riprendiamoci il Palazzo

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Palazzo Montecitorio
Il Popolo Sovrano deve riprendersi il Palazzo!

Gli attuali inquilini, ovvero l’attuale classe politica, non ha il diritto, anche se è stata eletta democraticamente, di continuare a governarci.

Perchè? Semplice!
I politici italiani negli ultimi 20 anni non hanno saputo o forse è meglio dire, non hanno voluto modernizzare il nostro Paese. Non hanno voluto cambiare questo Paese rendendolo competitivo nel mercato globale intervenendo con riforme strutturali in campi come la giustizia, la sanità, i trasporti, la scuola, a ricerca e l’innovazione.

La giustizia è così lenta ed obsoleta, una sanità – escluso pochi casi di eccellenza – elefantiaca e pigra.

I trasporti nel nostro Paese sono fermi agli anni ’80.
La scuola bensì sia stata riformata è ancora lontana dagli standard degli altri paesi a cui dobbiamo fare riferimento. E
La ricerca e l’innovazione? Solo parole! Solo futili parole da inserire in vuoti discorsi!

E non hanno voluto modificare la Costituzione portandola ad essere al passo con i tempi e solo ora si accorgono che per fare le liberalizzazioni la si deve modificare.

Ecco, questa classe politica non può essere anche quella che ci porta fuori dalle secche in cui ci stiamo trovando.

E’ come se ci facessimo operare nuovamente da un chirurgo che nella precedente operazione aveva sbagliato tutto!

Direte, come fare a cambiare la classe politica?

Partendo dalla definizione del padre fondatore degli Stati Uniti d’America e terzo presidente degli Usa, Thomas Jefferson. “Non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, – ha detto Jefefrson – ma i governi che devono aver paura dei propri popoli”

Dobbiamo partire dal popolo.

Facendo crescere in ogni singola persona il desiderio di cambiare, di rendere l’Italia più giusta, più sana, più vera.

Ma facendo crescere nel popolo, sopratutto la voglia e la certezza che il cambiamento è possibile, fattibile e non impossibile.

Solo allora possiamo dire che il cambiamento è iniziato.
Ed i nostri figli ci diranno, grazie!

Riccardo Cacelli,
editore di ItalyNews.it

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