Monti contestato dalla Lega in Senato

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Seduta mivimentata quella di oggi al Senato per Mario Monti. A sedare gli animi dopo una prima protesta è intervenuto il presidente del Senato, Schifani, che ha minacciato di sospendere la seduta.

“Sospendere mentre parla il presidente del Consiglio – ha detto Schifani – non sarebbe un bel segnale, tanto più che il suo intervento è stato chiesto da molti gruppi parlamentari”. Sembrava che la protesta fosse finita quando il premier ha ripreso il suo intervento. Ma così non è stato: i senatori leghisti tiravano fuori dei cartelli contro il governo (uno con la scritta «basta tasse», un altro con la scritta “non è una manovra, è una rapina”) e continuavano a rumoreggiare e la seduta è stata sospea per qualche minuto.

Alla fine Monti ha detto che l’Italia è “disposta a riconsiderare la posizione del precedente governo, che era contrario a una tassazione sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin Tax”. E ha aggiunto che questo è anche un mezzo, in prospettiva, per arrivare a una riduzione delle tasse sulle famiglie.
Riferendosi poi al vertice di Bruxelles, Monti ha detto che l’emissione di eurobond non è “un mezzo subdolo per evitare la disciplina e il rigore finanziario ma serve per favorire la crescita”.

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