Ben venuto 2013, che l’auspicio si trasformi in certezza

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Così è arrivato anche l’anno nuovo. E’ tradizione scambiarsi gli auguri, ma quest’anno, sentiamo che sono davvero d’obbligo ed hanno il sapore diverso dalle altre precedenti edizioni; quello che fa ben sperare è la voglia di riscatto che si avverte in tutto il Paese, una specie di corrente elettrica che ha richiamato gli Italiani a compattarsi per riuscire a tirare fuori la testa dalla crisi così grave del nostro tempo. Si avverte il cambiamento, con pace degli stessi Maya che avevano previsto in questo periodo di congiunzioni straordinarie astrale, la fine di un ciclo e l’apertura di un altro, nuovo, inedito e assolutamente diverso. E’ un bisogno ce si avverte spontaneo nell’animo umano, quando la crisi ci fa cogliere il punto più basso del processo, si avverte spontaneo l’esigenza di alzare la testa e di guardare in alto per raggiungere la superficie, dove si può respirare aria buona per i nostri polmoni. L’idea me l’ha suggerita lo stesso naufrago e il comportamento per istinto di conservazione che egli ha appena percepisce di essere sprofondato nell’abisso. La fiducia sostenuta dalla speranza  sta attraversando la nazione e questo davvero fa ben sperare nel raggiungimento egli obiettivi che tutti si auspicano. Come ci auspichiamo di porre rimedio (non dico di risolvere perché quello probabilmente non lo otterremo mai) alla corruzione dilagante: controllarla si può, come pure limitarne gli effetti, impedendo che essa si allarghi a macchia d’olio. E’ sull’onda di questo entusiasmo che dico, ben venuto 2013. Non è l’augurio che tradizionalmente ce lo scambiamo con una stretta di mano, la speranza avvertita che esso si trasformi in certezza.