Omicidio Claudio e Massimiliano Chiarelli. Ce ne parla un testimone della vita sociale economica e politica dello Zimbabwe

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imagesLondra – Il recente duplice omicidio di due italiani in Zimbabwe, Claudio Chiarelli e suo figlio Massimiliano, ha suscitato in Italia molto interesse ed anche notizie ed informazioni non propriamente esatte.

Abbiamo chiesto ad un nostro lettore che conosceva molto bene Claudio e suo figlio perchè, come loro, ha abitato e lavorato per molti anni in Zimbabwe.

Ecco la sua esperienza diretta ed analisi di quanto potrebbe essere accaduto:
Claudio Chiarelli, nato a Tripoli circa 66 anni fa, era un uomo dagli altissimi valori morali, ed un gran saggio.

Fu cacciato da Gheddafi insieme agli Italiani residenti in Libia e venne in Italia.

zimbabwe-riapre-la-caccia_1Da li in Kenya, poi Angola e alla fine in Zimbabwe dove acquistò un enorme riserva di caccia.

La forte personalità e professionalità di Claudio lo portarono presto ad assumere la leadership tra i cacciatori dello Zimbabwe, e elle sue liste contava clienti piuttosto importanti, tra i quali Paolo Marabini, che era il proprietario di BLUEMARINE, che rimase ucciso in un incidente di caccia in Zimbabwe nel quale rischiò di morire anche il figlio di Claudio, Massimiliano – per noi Max -.

Quando il Presidente Mugabe, alla decadenza dell’accordo firmato con l’Inghilterra, denominato Lancaster House, sotto a pressione dei veterani di guerra e del suo partito, dichiarò che la terra doveva tornare ai nativi in quanto sottratta 100 anni prima con la forza, i vari papaveri del partito ZANU PF inviarono gruppi di poveracci zimbabweani a reclamare le fattorie dei bianchi, nelle quali si insediarono a gruppi di 600 unità ad aspettare che il farmer gli desse da mangiare e da bere. Erano poveri diavoli usati dai ministri e potenti del partito per intimorire i bianchi e farli andar via al solo scopo i prendergli la fattoria.

Alcuni farmers bianchi lasciarono lo Zimbabwe e si trasferirono in Sud Africa e, soprattutto, in Australia.

Ma molti rimasero e lottare per mantenere la proprietà avuta da diverse generazioni.

Claudio fu gentile con gli africani che si insediarono nella sua riserva, e gli dava qualche cosa da fare, stabilendo uno status quo che ai potenti no piacque.

Allora mandarono della gentaglia, armati di “pangas” – i coltellacci usati laggiù, con l’intenzione di ucciderlo per farlo andar via. Fu un brutto quarto d’ora per lui, che fu salvato dai suoi stessi uomini africani – cacciatori, trakkers (gli specialisti dell’inseguimento a traccia), skinners (quelli che spellano gli animali morti),gli autisti delle jeeps, il cuoco del campo safari e i camerieri, che furono bastonati malamente, ma gli permisero la fuga.

Claudio si preoccupò, prese la famiglia e andò in Italia per cercare un luogo dove stare.

Vide anche una bella proprietà dalle parti di Siena, ma alla fine, da una parte il richiamo per lo Zimbabwe, e dall’altra lo schifo del sistema politico e burocratico italiano, lo spinsero a tornare in Africa.

Rinoceronti black africaniCosa penso che sia successo ? Beh, considerando che i bracconieri sono neri e lui e Maxi erano bianchi, trovo assolutamente improbabile che il ranger li abbia sbagliati per bracconieri, e quindi penso che sian stati uccisi su mandato di qualche politico per due motivi:
– 1) togliere di mezzo un cacciatore esperto che era determinato a dare la caccia ai bracconieri, con i quali hanno le mani in pasta i potenti del governo dello Zimbabwe;
– 2) toglierlo di mezzo per potergli prendere facilmente la magnifica riserva di caccia.

Assassinato quindi con il figli Max dai killers di qualche ministro.

Chi sono questi potenti del governo dello Zimbabwe: gente armata ed addestrata dai Cinesi Comunisti negli anni ’70 per combattere con Mugabe per cacciare fuori Jan Smith.

Gente ignorante, che non ha veramente combattuto, ma durante i confitto, durato fino al 1980, aveva funzioni più politiche che altro.

Da quando la guerra finì e lo Zimbabwe cominciò a crescere, questi signori diventarono sempre più grassi e ricchi – io lo so che ho progettato le case di molti di loro, e so quanto spendevano per arredi e corredi – rubando di qua e di la, ma sempre mantenendo una certa linea di onestà in quanto controllati dal Governo Inglese.

Dal Novembre 1997, però, alla decadenza del trattato di Lanchaster House, le cose cambiarono improvvisamente e questi divennero arroganti e pubblicamente ladri da un giorno all’altro, al puto di distruggere un’economia fiorente nel giro di un paio di anni, quando la valuta locale crollò e si tornò ai blackouts e le mancanze di benzina dei tempi del conflitto per l’indipendenza degli anni ’70.

Poi c’e’ la questione del ricco business del bracconaggio, che è controllato dagli stessi potenti del partito, ma non credo che Claudio e Maxi siano stati uccisi per questo, ma piuttosto per la proprietà

Ringraziamo il nostro lettore per la precisa, puntuale ed utile analisi per poter capire il contesto nel quale si è perpretata questa tragedia.