Salvador Mundi, tutti i motivi del folle acquisto da 450 milioni

Dopo il danno era arrivata anche la beffa per coloro che hanno acquistato il dipinto

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Qualche mese fa si è parlato moltissimo del Salvador Mundi di Leonardo Da Vinci, che è ufficialmente diventato il quadro più costoso di tutti i tempi, dopo essere stato ufficialmente venduto per la cifra record di 450 milioni.

Dietro l’acquisto di quest’opera d’arte c’è però un retroscena che ha rappresentato una grande beffa per gli coloro che hanno deciso di mettere in pratica tale spesa. Secondo la ricostruzione del Daily Mail, il principe saudita Mbs decise di acquistare il Salvator Mundi per un solo motivo: non farlo finire nella mani dei nemici del Qatar. Ma a quanto pare a partecipare in maniera anonima all’asta milionaria non furono i nemici ma si trattava di un rappresentante degli Emirati Arabi Uniti, Paese amico dell’Arabia Saudita e che voleva acquistare il dipinto per il nuovo museo del Louvre di Abu Dhabi.

La beffa ovviamente non è finita qui, poiché andando fino in fondo si è venuti a conoscenza di un ulteriore notizia, ovvero che il quadro fino all’anno precedente era stato messo all’asta per soli 80 milioni, che confrontati con l’esorbitante cifra record di 450 milioni (dipinto più costoso di tutti i tempi) c’è chiaramente qualche differenza.

In patria la scelta di tale acquisto ha provocato diverse critiche e per salvare la faccia e liberarsi della costosa opera d’arte, pochi giorni dopo l’asta Mbs stringe un patto con la sua controparte emiratina per scambiare il dipinto con il superyacht “Topaz” dello sceicco Mohammed Bin Zayed, valutato 450 milioni, la stessa cifra pagata per il dipinto. A una settimana dall’asta, il governo degli Emirati Arabi ha annunciato lo sbarco del Salvator Mundi nella sua collezione del Louvre di Abu Dhabi, con grande sorpresa dei fan dell’arte di tutto il mondo.

Lo yacht da favola Topaz, ricevuto dall’erede saudita Mbs e costruito in Gran Bretagna, misura 146 metri, è dotato di 26 camere e può ospitare fino a 79 persone.