Budapest: nuove proteste di massa contro la “legge-schiavitù”

Non si fermano le proteste del popolo per quanto riguarda le ore di lavoro

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Non si fermano le manifestazioni a Budapest contro la rifoma del codice del lavoro voluta da Viktor Orbán, e approvata grazie alla sua solida maggioranza in parlamento. Prevede l’aumento degli straordinari annui dei dipendenti da 250 a 400 ore e consente di rinviarne il pagamento fino a tre anni.

Nella notte si è tenuta una nuova protesta di piazza, la quarta in una settimana. Più di 10mila persone hanno marciato per otto chilometri nel centro cittadino.

“Siamo contro la politica degli ultimi otto anni”, dice un dimostrante, “Vogliamo sbarazzarci di questo Governo con mezzi democratici”.

Alcuni parlamentari dell’opposizione sono entrati nell’edificio. Ma un paio di loro, tra cui la deputata verde Bernadett Szél, ha denunciato di essere stata cacciata con la forza dalle guardie dell’emittente, dopo aver cercato di consegnare un comunicato da mandare in onda.

Per la prima volta in piazza insieme c’erano i sindacati, che hanno annunciato lo sciopero generale.

I manifestanti, protestano anche contro l’approvazione di una legge che istituisce “corti amministrative”, nominate direttamente dal Ministro della giustizia, che decideranno su materie delicate, come elezioni e diritto di protesta.

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