La famiglia e le agenzie di socializzazione nella quotidianità del XXI secolo

La famiglia che è uno dei sotto sistemi atti all’integrazione, alla latenza e alla produzione, secondo la prospettiva di tipo funzionalista, risulta, come confermato dalla ricerca etnografica, un prodotto culturale avendo in ogni cultura una diversa organizzazione e distribuzione di funzioni

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La famiglia vive una continua evoluzione che investe sia il livello temporale, che psicologico, in quanto risulta essere una realtà conflittuale dove diversi membri devono trovare varie modalità di intesa, e sociale, interagendo con altre entità. Vi è quindi in essa un senso di “identità” che si esprime attraverso i due livelli di appartenenza e differenziazione, i quali si conformano su precise regole che ne definiscono i termini della partecipazione e i rapporti con l’esterno.

Varie generazioni convivono al suo interno con differenti desideri, attese e informazioni, coesione ed adattabilità sono quindi fondamentali, ma vi è sempre il pericolo di uno scavalcamento dissimulato tra generazioni (triangolo perverso) con il conseguente venire meno della stima, comprensione e condivisione. Il superamento generazionale, favorito dalla medicina e dall’espandersi tecnologico, assume pertanto la configurazione economica di un marketing indirizzato al consumo.

Il riconoscimento di una serie continua di diritti alla nuove generazioni ha creato un linguaggio dei diritti, che ha minato il modello legittimo  di autorità genitoriale, costringendo ad una continua contrattazione interna. Tanto più rafforzata da una decisa capacità consumistica delle nuove generazioni, del tutto sganciata dagli altri requisiti dell’età, del lavoro, della costruzione di una nuova famiglia, con una trasformazione ontologica della stessa che da struttura portante della società, dove diventa palestra e luogo di trasmissione dei valori culturali, diventa soggetto dei consumi.

Tuttavia lo scollamento tra capacità di consumo e autonomia lavorativa porta a nuove forme di disagio e tensioni con il disvelamento della falsa promessa di una nuova crescita.
La famiglia implica anche un consumo collettivo che è di per sé un giudizio di valore nella formazione della priorità, questa è tuttavia una capacità che tende a scontrarsi con un crescente individualismo nei consumi, un’affermazione della propria autonomia in relazione alla potenziale appartenenza ad altri gruppi.

La famiglia secondo i giuristi

Gazzaniga osserva il reciproco influsso tra comportamento individuale e gruppo sociale, tanto che l’80 -90% delle conversazioni trattano di persone specifiche da noi conosciute (Emler). Il nostro rispecchiare, simulare e imitare emozioni, tendono a favorire i rapporti sociali, ma possono anche dare luogo a falsità e inganni nel riuscire a controllare con la volontà tanto l’imitazione inconscia che il mimetismo. Vi sono comunque alla base delle intuizioni morali che permettono una rapida e universale collaborazione (Haidt), la loro violazione comporta riprovazione ma anche sfiducia se imposta con la violenza o ripetuta nell’inganno.
Vi sono cinque moduli morali: relativi alla “sofferenza”, aiutare gli altri e non danneggiarli, alla “reciprocità”, il senso di equità, alla “gerarchia”, rispettare gli anziani e l’autorità legittima, alla “purezza fisica e mentale”, e ai “legami di coalizione”, lealtà verso il gruppo, (Haidt e Craig) mentre i moduli morali hanno un valore universale, le virtù nel derivare dalle differenti combinazioni dei moduli, hanno caratteristiche proprie per ciascuna cultura specifica (Gazzaniga).

Per Bateson le relazioni sono alla base della biologia e questa vale anche  relativamente al pensiero, ma la conoscenza è qualcosa di più vasto in cui entrano a farne parte l’intero processo vitale dalle percezioni, alle emozioni, alle azioni. Una unità che supera la divisione cartesiana e di cui la “teoria di Santiago” offre una coerente cornice scientifica, così che la mente non è più un ente ma un processo (Capra), come lo è il processo di socializzazione che si esercita anche attraverso la mediazione delle agenzie sociali che possono avere carattere generale o specializzato.

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