Afghanistan: la moda del couchsurfing in un Paese a rischio

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L’olandese Ciaran Barr voleva fare un’esperienza autentica, durante il suo viaggio in Afghanistan. Nonostante i rischi, ha quindi deciso di visitare il Paese “zaino in spalla”, preferendo inoltre il cosiddetto couchsurfing a dei comodi hotel. Sul sito couchsurfing.com, ha trovato un divano a casa di Naser, uno dei 2000 afghani, che offre un posto per dormire sulla piattaforma online.

Alloggiare in casa di qualcuno e vestirsi in modo da passare inosservati, ti permette di viaggiare in Afghanistan senza correre troppi rischi“, spiega l’olandese.

Un vantaggio anche per gli host, come racconta Naser: “Posso mostrargli con più facilità la bellezza del mio Paese, in modo più accessibile, sia per lui, che per me. E’ una bella esperienza anche per me, inoltre, perché mi permette di trovare nuovi amici e conoscere meglio il mondo“.

L’Afghanistan, da meta hippie a territorio di guerra

Tappa obbligatoria degli hippie negli anni ’70, l’Afghanistan ha visto il numero di turisti diminuire vistosamente, con l’arrivo della guerra. Dall’invasione sovietica nel ’79, Il Paese non ha praticamente più conosciuto la pace. Nonostante ciò, non mancano viaggiatori a Kabul, anche solitari. L’importante è prendere le dovute precauzioni, seguendo i consigli di ambasciate ed esperti.

Fare del couchsurfing, può infatti comportare dei rischi. Attacchi suicidi e rapimenti sono frequenti oggi. Non si sa mai che l’host sia in qualche modo connesso ai talebani, inoltre. E può anche essere pericoloso per chi ospita degli stranieri, come spiega Naser: “I miei familiari mi ha detto molte volte che era rischioso per me e i miei ospiti e so che hanno ragione. Se succede qualcosa, io e i miei amici siamo in pericolo e non voglio esserlo. Quindi prendo tutte le precauzioni del caso“.

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