Scontri ad Atene contro nuovo nome della Macedonia

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Si surriscalda di nuovo la Grecia che torna in piazza contro l’accordo sul nome della Macedonia, siglato lo scorso giugno.

La protesta di Atene organizzata alla vigilia del voto in Parlamento per la ratifica dell’intesa è sfociata a piazza Syntagma in sconri e tafferugli tra poliziotti e diversi manifestanti. Il bilancio parla di decine di feriti. Dalla folla sono stati lanciati oggetti contro le forze dell’ordine in tenuta anti-sommossa che presidiano il palazzo e che hanno risposto con lacrimogeni. Il governo punta il dito contro esponenti dell’estrema destra di Alba Dorata, accusati di essere i responsabili delle violenze. A suscitare la rabbia popolare è l’accordo di Prespa raggiunto con Skopje sul cambiamento di nome della Macedonia in Repubblica della Macedonia del Nord.

Al corteo la maggior parte delle persone sventolava bandiere della Grecia formando un’onda blu e bianca. “Abbiamo diritto a un referendum per il nome del paese che confina con il nostro,” dice una donna. “Per la Macedonia è stato versato del sangue, non ammettiamo che venga tolta nemmeno una lettera da questo nome.”

Ratificato 10 giorni fa dal Parlamento macedone, l’accordo sarà discusso questa settimana dal Parlamento greco, prima di un voto cruciale previsto entro la fine della prossima settimana. Per il primo ministro Alexis Tsipras si prepara per un altro duro scontro parlamentare.

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