Berlino, la Nuova Sinagoga come punto di riferimento del mondo ebraico in Germania

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La Nuova Sinagoga, insieme al Museo ebraico e al Memoriale per le vittime dell’olocausto, è uno dei principali punti di riferimento sul mondo ebraico in città. Costruito nel 1866 (con 3200 posti a sedere), è il più grande luogo di culto ebraico in Germania e un forte simbolo della vitalità della sua comunità.

Oggi l’edificio ospita la fondazione Centrum Judaicum, istituita nel 1995 per tutelare la memoria e la tradizione ebraica e operare come centro di studio e formazione. Il museo ospita anche una mostra dove sono esposti oggetti ritrovati durante i restauri del 1989 (Torah e rotoli). Oggi della struttura interna rimane un solo locale destinato alla preghiera, senza separazione tra uomini e donne, secondo la pratica dell’ebraismo liberale. La visita guidata consente di oltrepassare la parte restaurata per raggiungere quella che un tempo era il principale salone dedicato al culto, dove volutamente non sono stati fatti interventi affinché l’entità delle devastazioni compiute fosse evidente. Una struttura in vetro e metallo protegge i visitatori dai detriti. La planimetria originale è resa evidente da un perimetro tracciato a terra, che dà una chiara idea delle parti andate distrutte.

La Sinagoga fu progettata da Eduard Knoblauch, passato alla storia per essere stato il primo importante architetto privato dopo l’era di Schinkel, dominata dai grandiosi progetti di Stato. Morì prima che i lavori fossero terminati e l’opera fu completata da August Stüler e consacrata nel 1866. La magnifica cupola in stile moresco, visibile anche a grande distanza, le decorazioni dorate a traliccio e i motivi orientaleggianti sulla facciata sono tutti ispirati all’Alhambra di Granada.

Fino alla tristemente nota Notte dei cristalli del novembre 1938, quando la sinagoga fu attaccata da bande naziste e gravemente danneggiata, i cittadini di culto ebraico avevano goduto piena eguaglianza nei diritti civili, come sancito anche dalla costituzione prussiana del 1850.

La comunità ebraica di Berlino nacque ufficialmente nel 1671, sotto il Grande Elettore Federico Guglielmo (1640-1688) e fiorì durante la Repubblica di Weimar, tanto che nel 1933 Berlino contava 160,000 cittadini ebrei ed era considerata il centro dell’ebraismo liberale, cuore del cosiddetto Illuminismo ebraico, o Haskalah, aperto alla cultura secolare e propugnatore dell’uguaglianza. Qui vissero e operarono grandi personalità, come Max Reinhard, Arnold Schoenberg, Kurt Weill, Albert Einstein e Max Liebermann, tutti stimati cittadini berlinesi. L’approccio liberale si tradusse, in termini liturgici, in riti meno rigidi e nell’introduzione di elementi innovativi all’interno della sinagoga, come l’organo, il coro e le celebrazioni in lingua tedesca. Le funzioni religiose furono celebrate qui fino al 1940, quando l’edificio fu requisito. Tre anni più tardi, i bombardamenti lo distrussero quasi del tutto.

Dopo la guerra, i governi della Repubblica Democratica si limitarono a mantenere in piedi la facciata, come monumento alla memoria – e questa è ancora oggi l’unica parte rimasta intatta dell’antico edificio. Nel 1958 il grande salone centrale fu demolito. La parte anteriore fu poi ricostruita negli anni 1988-91 con il sostegno economico della Germania federale, mentre la cupola fu ricostruita nel 1991 ed è oggi visitabile.
Valide visite guidate sono disponibili per singoli e per gruppi; questi ultimi devono naturalmente prenotare. La visita permette anche di accedere alle mostre (temporanee e permanenti) e, unicamente da marzo a ottobre, di uscire nella zona circostante la sinagoga per un approfondimento sulla vita ebraica.

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