Melilla, la Guardia Civile trova migranti nascosti nel cruscotto dell’auto

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La Guardia Civile spagnola di Melilla ha intercettato settimana scorsa quattro veicoli che trasportavano altrettanti migranti nascosti nei doppi fondi. Due di essi si celavano tra il motore e il cruscotto, come si vede nelle foto, un altro nella zona dei sedili posteriori e uno tra le assi di un camion.

Tre vetture sono state fermate nel giro di poche ore alla dogana di Beni-Enzar, tra Marocco e l’enclave di Melilla. Quindi è stata la volta di un mezzo pesante che stava scaricando la sua merce: in quest’ultimo caso, il migrante si era intrufolato di nascosto e nascosto sotto il mezzo. I quattro migranti erano tutti di origine sub-sahariana. Tra essi una quindicenne e due ragazzi di 20 e 21 anni.

Quanto alla persona trovata sotto al camion, si ritiene che abbia approfittato di una svista del conducente per aggrapparsi agli assi, con il pericolo di essere stritolato durante le manovre del mezzo.

I tre conducenti delle auto intercettate, tutte con targhe marocchine e marche diverse come Mercedes, Renault e Chevrolet, sono stati arrestati e finiranno in tribunale una volta concluso il procedimento. Li si accusa di reati contro i diritti dei cittadini stranieri. Sono tutti maschi, di nazionalità marocchina, non legati alla città di Melilla, di età compresa tra i 19 e i 31 anni.

“In quel punto la pressione migratoria è forte”, ha riferito l’ufficio stampa del corpo di polizia contattato da Euronews. “Erano stati inseriti in quei compartimenti in condizioni inumane, vicino al motore per esempio, dove avrebbero potuto respirare gas tossici. C’è un’indagine in corso che punta a stabilire i rapporti tra le persone coinvolte, ci sono degli indizi che vanno in questa direzione. Le mafie praticano questo tipo di attività in totale impunità. I tre conducenti delle auto sono stati arrestati, quello del camion è stato liberato perché il migrante è stato trovato in un luogo per accedere al quale non avrebbe avuto bisogno dell’aiuto altrui. I tre migranti maschi sono stati portati in un centro temporaneo (CETI), mentre la 15enne in un centro per minori”.

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