Tunisia: torna l’incubo-terrorismo

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La Tunisia è ripiombata nell’incubo-terrorismo.

Un agente di polizia morto, i due attentatori suicidi e almeno 8 feriti. Questo è il bilancio dei due attentati, avvenuti giovedi mattina – tra le 10.50 e le 11.20 – a Tunisi, e rivendicati dall’Isis.

Come nel 2015?

Le prime indagini hanno consentito di identificare l’uomo che si è fatto esplodere vicino alla porta di servizio della sede della direzione della polizia antiterrorismo di El Gorjani.
L’attentatore, di cui non è stata diffusa l’identità, ha tentato di entrare con la sua bicicletta nella sede della polizia, tenendo in mano un pacco sospetto, che ha fatto esplodere appena è stato fermato da un poliziotto.
Ancora ignota, invece, l’identità della donna (su questo, almeno, non ci dovrebbero essere dubbi) che si è fatta saltare in aria all’entrata della Medina, tra Rue Charles De Gaulle e Avenue de France, vicino all’ambasciata francese, in pieno centro di Tunisi.

Dal Museo del Bardo alla spiaggia di Sousse

Gli attentati di Tunisi fanno ripiombare la Tunisia nell’incubo-Isis del 2015, l’anno degli attacchi alla spiaggia di Sousse e al Museo del Bardo (18 marzo 2015), dove – tra le 22 vittime – morirono anche 4 turisti italiani.

In particolare, le esplosioni sono avvenute sferrati dopo il quarto anniversario della strage del resort a Sousse del 26 giugno del 2015, che fece 38 morti e 36 feriti.

Ma non solo.
Il 28 ottobre del 2018 una donna kamikaze, un lupo solitario dell’Isis, si era fatta saltare pressocché nello stesso punto di uno degli attentati di ieri, davanti al Teatro Municipale, in mezzo a centinaia di passanti, causando il ferimento di nove persone.

“I terroristi non la passeranno liscia”

“Ti giuro che i terroristi non la passeranno liscia”, grida questa donna, “perchè le forze di sicurezza sono il nostro punto di forza, lo stato, con i suoi uomini, rimarrà in piedi”.

“È colpa dei politici”

“Quello che è successo oggi”, dice quest’uomo, “è il risultato dei politici che ci guardano dall’alto in basso, quelli che governano, i membri del Parlamento…”.

Il Presidente Essebsi in ospedale

E stata una giornata difficile per la Tunisia, preoccupata anche per la salute del Presidente Beji Caid Essebsi, 92 anni, ricoverato all’ospedale militare della capitale.

La portavoce della presidenza tunisina, Saïda Garrache, ha precisato che il malore del Presidente non è legato a “problemi cardiaci o ictus”, ma che è lo stesso capo dello Stato ad aver chiesto di essere ricoverato, avendo grande stima nelle competenze mediche del paese.

“Le ultime informazioni rilasciate dai medici dell’ospedale parlano di uno stato di salute stabile”, ha detto la portavoce, aggiungendo che il Presidente sarà sottoposto a esami medici supplementari. “In Tunisia nulla può essere nascosto”, ha ribadito Saïda Garrache, sottolineando come il ricovero di Essebsi non abbia alcun legame con gli attentati terroristici che hanno colpito Tunisi.

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