Dall’ananas al medicinale: blockchain significa ormai molto più che Bitcoin

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Blockchain, questa sconosciuta. Ancora oggi spesso identificata con le criptovalute per via della prima blockchain, la Blockchain Bitcoin, questa rivoluzionaria tecnologia per la gestione di scambi di informazioni e dati sta ormai conquistando ogni ambito, dalla finanza alla sanità. Per saperne di più siamo stati al Future Blockchain Summit di Dubai, evento che è stato definito “il più grande del suo genere al mondo”.

La vita di un ananas dalla spedizione alla destinazione

Avere la possibilità di trasferire in modo sicuro i dati sulla blockchain e accedervi in tempo reale permette di semplificare i processi risparmiando tempo e riducendo i costi. Il colosso del software Sap si serve del ciclo di vita di un ananas per dimostrare in che modo questi processi possono essere semplificati. A mostrarcelo è Shahd Abdelrahman, supply chain solution adviser di Sap: “Si comincia naturalmente con gli agricoltori. Se hanno dei certificati devono caricarli e registrarli da soli”, spiega.

Da qui, un contadino arriva e raccoglie questi frutti. L’agricoltore vuole poter monitorare il raccolto ogni giorno. Per farlo ha bisogno solo di una semplice app sul suo telefono, sulla quale registra la quantità e la data del raccolto e l’identificativo dei contenitori. “Anche questo – prosegue la consulente – viene seguito nella blockchain, in modo che al momento del pagamento sia possibile innanzi tutto verificare i prezzi di mercato per assicurarsi che il pagamento sia equo. Se abbiamo una spedizione dal Sudamerica all’Europa, possiamo seguire lungo la strada tutti i passaggi fra gli intermediari“.

Si possono poi monitorare alcuni dati, come la temperatura, attraverso un sensore in tempo reale. Infine, arriviamo ai controlli doganali che, osserva Abdelrahman, “sono un po’ il collo di bottiglia nella spedizioni. Usando la blockchain, poiché è una piattaforma sicura, perché non diamo accesso ai doganieri in modo che autorizzino preventivamente la spedizione? E il pacco è pronto per partire”, conclude.

Medicinali più sicuri con la supervisione dei pazienti

La Blockchain può anche consentire ai pazienti di tracciare i medicinali e segnalare eventuali effetti secondari alle autorità sanitarie locali, semplicemente usando un’app chiamata Dhonor. “È un nuovo sistema di tracciabilità e rintracciabilità – riassume Wassim Merheby, amministratore delegato di Dhonor Healthtech, – che permette ai pazienti di verificare che il medicinale sia sicuro, che non sia stato esposto a temperature al di là dei limiti accettabili, che non sia stato alterato e che sia stato venduto da una determinata località”.

All’interno della scatola del medicinale viene collocata un’etichetta Rfid, che ha una funzione anti-manomissione: se qualcuno apre il contenitore, invia una segnalazione all’utente dicendo che non è più utilizzabile. Se invece un paziente assume un medicinale e risente di effetti secondari, può ora segnalarlo direttamente alle autorità sanitarie, al suo medico e al produttore semplicemente premendo un pulsante.

“Consentire al paziente di effettuare queste verifiche da sé – spiega Merheby – ci permette di avere circa 10 mila volte più dati rispetto ai sistemi esistenti, e di fornire molti servizi in modo che il produttore sappia immediatamente se c’è un problema che esiga un richiamo. Potrà allora facilmente gestire l’inventario in maniera strategica in un paese o in una città, e capire quanti di questi prodotti sono sicuri e quanti non lo sono, o dove sta vendendo con precisione, e come mantenere questo inventario rifornendolo con un certo numero di medicinali”.

Per finire, i medici potranno anche vedere le informazioni se il paziente consente l’accesso ai propri dati per quel periodo di tempo specifico o quella specifica malattia.

Insomma, nel prossimo futuro, che si compri un ananas o si attenda la consegna di un farmaco, pare che la blockchain avrà un ruolo di rilievo nella nostra vita di tutti i giorni.

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