Isis, media Usa: “Al-Baghdadi morto in un raid”

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L’uomo più ricercato al mondo, l’auto-proclamato “Califfo” dell’Isis Abu Bakr al Baghdadi sarebbe stato ucciso dalle forze speciali statunitensi in un raid nella Siria nordoccidentale.

Gli ufficiali del Pentagono sono convinti, questa volta, di aver centrato l’obiettivo.

Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa irachena Ina, al-Baghdadi è stato ucciso nella provincia di Idlib insieme ad altri leader dell’organizzazione terroristica.

Testimoni nei pressi del villaggio di Barisha parlano di almeno quattro elicotteri intervenuti nel raid in un’operazione molto simile al blitz nel compound di Osama Bin Laden, il 2 maggio 2011 in Pakistan.

“È accaduto qualcosa di molto grande”, scrive in un tweet Donald Trump. Il capo della Casa Bianca terrà a bereve una conferenza stampa.

La notizia viene confermata dai servizi segreti di Iraq e Iran e dal leader dei curdo-siriani, il generale Mazloum Abdi, annuncia un lavoro congiunto di intelligence con Washigton.

Non è la prima volta che l’emiro viene dato per morto. La sua scomparsa potrebbe far cessare i timori di un risorgere del’Isis dopo l’intervento turco contro i curdo-siriani.

I canali Isis collegati tra loro sui social network dicono che anche se la notizia è vera, la jihad continuerà.

Fonti di Siria, Iraq e Iran confermano morte al Baghdadi

Due fonti di sicurezza irachene e due iraniane hanno detto di aver ricevuto conferma dall’interno della Siria che al Baghdadi è stato ucciso nel raid Usa. Lo scrive il sitgo di reuters. “L’Iran è stato informato della morte di Baghdadi da funzionari siriani che l’hanno appreso sul campo”, ha detto uno dei funzionari.

Cnn, in corso test biometrici e Dna su resti al Baghdadi

Sarà il test del Dna a dare la conferma che quello morto nel corso del raid americano in Siria sia il leader dell’ISIS Abu Bakr al-Baghdadi , lo scrive il sito della Cnn citando un alto funzionario della difesa statunitense e una seconda fonte. Sono in corso il test biometrico e il test del DNA.

Quando l’auto-proclamato Califfo annunciò: “Conquisteremo Roma”

Abou Bakr al-Baghdadi è nato nel 1971 a Samarra, in Iraq in una famiglia della classe media sunnita. Laureato a Baghdad nel 1996 in Studi Islamici, fu arrestato nel febbraio 2004 dalle forze di occupazione Usa che lo rilasciarono dopo 10 mesi, ritenendolo non pericoloso. Dopo il rilascio, entrò in contatto con al Qaeda. Nel 2010 divenne leader dell’Isis in Iraq, organizzazione che nel 2013 si diffuse nell’intero Medio Oriente. Si nasconde da cinque anni. Anni in cui ha diffuso video con i suoi sermoni, compreso quello nel quale annunciava che il Califfato avrebbe “presto conquistato Roma”.

Il 29 giugno del 2014 si autoproclama “Califfo” dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante.

Nel febbraio 2018, diversi esponenti statunitensi avevano dichiarato che Baghdadi era stato ferito in un attacco aereo nel maggio 2017 e aveva dovuto rinunciare al controllo del gruppo terroristico per cinque mesi a causa delle sue ferite.

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