La prova colore di stampa: i dettagli per un buon risultato

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Grafici, designer, fotografi e agenzie di comunicazione hanno la necessità di poter verificare una simulazione di stampa di un lavoro che dovrà essere stampato. Questo permette di verificare se i colori sono corretti e se le immagini rispettano determinate caratteristiche.

A volte però, capita che la prova colore non sia realizzata correttamente, ciò può puntare ad una serie di problematiche durante la fase di stampa. Ad esempio possiamo trovarci di fronte alla non corrispondenza del colore delle immagini o peggio ancora non riuscire ad ottenere in macchina da stampa lo stesso risultato ottenuto nella prova colore.

Questi problemi posso essere oggetto di contestazioni da parte del cliente e soprattutto posso essere la causa di un enorme spreco di tempo e materiale durante la fase di stampa. Uno scenario davvero rischioso che si può tradurre con un’immagine molto chiara: fiumi di soldi sprecati.

Vediamo insieme passo passo, che cos’è una prova colore e a cosa serve. Questo ti permetterà di capire meglio tanti piccoli dettagli che possono però fare una grande differenza per te, il tuo progetto e la sua stampa finale. Ma iniziamo con ordine.

 

Che cos’è una prova colore e a cosa serve

Per quanto riguarda le prove colore il riferimento più sicuro è la norma ISO 12647-7.

Una prova colore realizzata secondo le specifiche ISO (International Organization for Standardization), è una prova alla quale è sempre allegata una scala di controllo per verificarne la corrispondenza allo standard.

Nel caso stiamo parlando di prova colore certificata, questa deve riportare una striscia di colori Fogra Wedge per essere misurata e validata attraverso un controllo strumentale e quindi verificare se risponde ai valori standard richiesti dalla normativa 12647. Se ha superato i test previsti, viene ulteriormente validata da una etichetta di check con la spunta sui test superati e un “OK” se sono stati rispettati tutti i parametri.

 

Cosa servono questi controlli e queste verifiche?

A prima vista possono sembrare dettagli tecnici, ma in realtà una prova colore certificata offre una serie di vantaggi che spesso non sono così chiari ai meno esperti. Infatti una prova colore certificata da una maggiore sicurezza durante la fase di visione e controllo della prova stessa, garantendo la corrispondenza dei colori e delle immagini che andranno successivamente stampate.

Inoltre offre al cliente, al fotografo e all’agenzia di comunicazione la garanzia che essa possa essere riprodotta correttamente da qualsiasi tipografia o service di stampa. Dall’altro lato il tipografo che dovrà stampare il lavoro, sarà più agevolato e sereno sapendo di non aver sorprese negative in fase di stampa avendo a disposizione delle prove colore che si basano su uno standard internazionale.

Alla luce di quanto esposto possiamo dire che una prova colore certifica secondo normativa ISO tutela in primis il lavoro stesso e di conseguenza questo offre una maggiore garanzia a tutte le figure operanti attorno al progetto perché potranno essere sempre certe del risultato.

Attenzione però a come si esporta un PDF per la prova colore o per la stampa!

 

Come esportare un PDF per la stampa della prova colore?

Un altro aspetto importante e spesso molto trascurato per la  realizzazione di una prova colore corretta è la generazione del PDF. Quando ci si prepara ad esportare un pdf per la prova colore o per la stampa bisogna fare molta attenzione a rispettare i profili colore delle immagini e del nostro impaginato. Come per la prova colore, il riferimento più sicuro e vantaggioso è sempre quello della normativa ISO in modo che tutto il flusso sia aderente alla norma. L’uso di uno standard permette una serie di controlli sui contenuti in un documento PDF. Se il tuo documento PDF non supera questo primo check, significa che “è fuori standard ” quindi, molto probabilmente, potrebbe essere causa di problematiche in fase di prova colore o peggio ancora in fase di stampa.

Quello che interessa a noi è ovviamente quello dedicato alla gestione della fase di prestampa, chiamato PDF/X, la cui norma ISO più recente è la ISO 15930-7:2008, chiamato PDF/X-4.

Tranquillo, so che può far venire i crampi allo stomaco o il mal di testa, ma per facilitare i passaggi abbiamo preparato per te una guida semplice, veloce e utile per poter esportare correttamente un PDF, dove in pochi passaggi e in brevissimo tempo potrai ottenere un documento PDF pronto per la stampa.

 

Guida generazione PDF per la stampa

Cosa accade una volta verificate e confermate le prove colore? 

Dopo la fase di verifica e controllo, se andremo in macchina da stampa si dovrebbe poter riprodurre il risultato della prova senza sforzo da parte dello stampatore.

Ovviamente ci sono alcuni aspetti da mettere in conto e che posso influenzare sul risultato, ad esempio la scelta del supporto sul quale si stampa (tipologie di carte particolari) e le caratteristiche della macchina da stampa (lineatura, schiacciamento del retino, etc).

E’ prevista una certa tolleranza tra la stampa e la prova colore. Questo è normale, basti pensare che se andiamo a scegliere una carta con un punto di bianco più freddo o più caldo esso potrà dare un sensazione leggermente diversa rispetto alle prove colore.

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