Aramco debutta in borsa e balza subito oltre il 10%, dopo l’Ipo più alta di sempre

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Un balzo del 10% per Aramco subito dopo il suono della campanella alla borsa di Riad.

Era prevedibile il successo per l’inizio delle contrattazioni del colosso petrolifero saudita, che ha messo sul mercato l’1,5% delle sue azioni, dopo aver raggiunto l’offerta pubblica iniziale più alta della storia. Superata anche la cinese Alibaba, con una valutazione di 1,7 trilioni che ha fruttato alla compagnia più di 25,6 miliardi di dollari.

Cifra da capogiro che però non soddisfa il principe ereditario Mohamed bin Salman. L’obiettivo erano i due trilioni di dollari e per questo ora il regno punta sulle sue famiglie più benestanti, per investire nell’operazione alla base della strategia di sviluppo nazionale, “Vision 2030“. Un piano che punta a differenziare l’economia saudita dal petrolio, che pure rimane un asset vitale per il Paese. Aramco fornisce il 10% del petrolio a livello globale.

Ma è un patrimonio destinato a esaurirsi e che ha già esposto la sua fragilità. A settembre le raffinerie sono state colpite dall’attacco di un drone, di cui Riad ha accusato l’Iran, storico rivale del Paese del Golfo. Teheran ha negato ogni coinvolgimento, ma l’incidente ha fatto lievitare il prezzo del greggio del 20%.

Se vuole mettersi al riparo dalla volatilità dei mercati, l’Arabia Saudita deve affrancarsi almeno in parte dall’economia del petrolio. Questo comporta anche l’apertura al turismo e – si spera – alle riforme liberali.

 

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