Turchia: la Grecia chiede aiuto all’Ue, l’Italia manda la nave militare

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La partita a due non piace ai giocatori esclusi: dopo la firma del patto tra Libia e Turchia, che di fatto rivede i diritti di estrazione di petrolio e gas a danno delle prerogative dell’isola greca di Kastellorizo, il premier ellenico Kyriakos Mitsotakis ha chiesto il sostegno dei leader dell’Unione europea.
“L’Europa sta innalzando muri diplomatici contro l’aggressione turca – ha dichiarato Mitsotakis – e la Grecia non è sola in tutto questo processo – ha alleati molto forti. Andiamo avanti con compostezza, fiducia in noi stessi, ma soprattutto con un piano e con la certezza che il popolo greco sostiene le nostre iniziative”.

La Grecia trova nell’Italia, altro attore interessato, un alleato di risulta, che mal digerisce le esplorazioni petrolifere turche al largo di Cipro, in una zona assegnata all’Eni e alla Total francese. Lì, in uno degli specchi d’acqua più tesi del Mediterraneo, una nave della Marina Militare è stata inviata per “tutelare gli interessi nazionali”, si legge in una nota ufficiale. Sul fronte libico, il Presidente della Camera dei rappresentanti eletta nel giugno del 2014 e insediata a Tobruk, Aguila Saleh, ha dichiarato che il patto con la Turchia è illegale e inammissibile.

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