Australian Open, Sinner diventa il più giovane italiano a vincere un mach nel Grande Slam

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Otto punti: tanto è durata la ripresa del match di Jannik Sinner, che ha ottenuto subito un break importantissimo ricominciando a giocare sul 4-4 15-30, vincendo i primi due punti e chiudendo il game con una splendida volée di rovescio. Con questa vittoria Sinner diventa, a 18 anni e 5 mesi, il più giovane italiano a vincere un match in un torneo del Grande Slam dopo Diego Nargiso al Roland Garros 1988, e l’attenzione attorno al teenager altoatesino ormai non è solamente un fenomeno italiano dato che anche qui in Australia Sinner sta ricevendo il trattamento da grande star. La sua conferenza stampa post-match è stata addirittura programmata nella sala interviste principale, quella solitamente riservata ai giocatori di punta.

Ieri sapevo che le previsioni non erano buone, e nel terzo set sentivo che l’umidità nell’aria stava aumentando. Purtroppo ho giocato un po’ di fretta sul sul 4-3 quando ho subito il break e non sono riuscito a finire. Però oggi sono rientrato in campo con un buon atteggiamento e quella è stata la chiave. Non conoscevo il mio avversario, avevo guardato qualche video ma non sapevo bene come giocava. Ha provato a cambiare tante volte la velocità di palla, ha usato parecchi slice, cambiando ritmo molto spesso. Ieri c’era un po’ di vento, oggi invece le condizioni erano migliori e sono riuscito a vincere”.

Al secondo turno non ci sarà l’attesa sfida con Shapovalov, vista la sconfitta del giovane canadese nella giornata d’apertura contro l’ungherese Fucsovics: “Tutti erano già corsi al secondo turno – ha commentato Sinner – si erano dimenticati che entrambi dovevamo vincere il nostro primo turno. Sarebbe stato un bel match, ma ora c’è Fucsovics, un giocatore che conosco poco per cui dovrò studiarlo bene insieme a Riccardo [Piatti]”. Inevitabile la domanda sugli apprezzamenti che gli sono stati rivolti da Roger Federer nella sua conferenza stampa post-match. Secondo il campione svizzero entrambi i fondamentali da fondo di Sinner viaggiano alla stessa velocità, e questo è estremamente raro. “È bello sapere che ha detto quelle cose – ha commentato Jannik – ma sono ancora molto giovane e c’è ancora tanto lavoro da fare”.

Molto più lunga la prosecuzione del match di Fabio Fognini, invece, che ha saputo trarre il massimo vantaggio dalla sospensione per pioggia rimontando due set di svantaggio all’americano Opelka e completando l’ottava rimonta da 0-2 in carriera, non senza qualche controversia. Nel quarto set il gigante americano ha perso la pazienza ed è andato a parlare a brutto muso con il giudice di sedia Carlos Bernardes lamentandosi per aver preso una “time violation” in quanto, a suo dire, Fognini aveva già ritardato in diverse occasioni la ripresa del gioco. Quella sfuriata di Opelka è stato il punto di svolta del set: l’americano ha preso il break che gli è costato il set ed ha continuato a borbottare con il suo angolo che voleva andare a casa.

Nel quinto set non ci sono stati break, ma Fognini ha trovato modo di farsi ammonire una seconda volta da Bernardes, cosa questa che gli è costata un penalty-point, dal momento che aveva già fracassato una racchetta il giorno precedente. “Non mi piaci, non so più come dirtelo. Quando dico che non ti voglio più sulla sedia è perché fai pena. Ma solo quando parla Nadal venite cambiati”.

La ovvia conclusione è stato il tie-break decisivo, nel quale Fognini è andato in vantaggio subito, infilando un paio di ottimi passanti, ed è arrivato fino in fondo concludendo con una splendida risposta. “Ieri ero sicuramente più fuori che dentro – ha detto Fognini dopo la partita, presentatosi in sala interviste con una mano visibilmente emaciata per aver dato numerosi pugni alla racchetta –, non riuscivo assolutamente a muovere la palla [Dunlop] come volevo perché davvero non mi trovo bene con questo tipo di palle, che subito sono velocissime e poi diventano… aranci”.

Essendo uno dei giocatori con ranking più alto ad essere escluso dalle teste di serie, Opelka era probabilmente il peggiore avversario che potesse capitare a Fognini al primo turno, date le sue caratteristiche tecniche. “A me non piace giocare contro questi grandi battitori – ha dichiarato Fabio – e nelle ultime tre partite ho pescato Isner, Feliciano Lopez e lui. A New York lo scorso anno [al primo turno dello US Open n.d.r.] non lo conoscevo ed ho giocato male, qui invece ieri non ho giocato male, facevo il mio, ma lui giocava davvero bene. [Opelka] è probabilmente il migliore tra i giocatori molto alti che ci sono nel circuito, perché oltre a servire bene è anche molto solido da fondocampo. Ieri, per esempio, da fondocampo ha giocato meglio di me. Fortunatamente ho servito bene per tutto il match ed ho risposto ugualmente bene, soprattutto sulla seconda di servizio”.

Di giocatori di questo tipo ce ne sono pochi – ha continuato Fognini – credo ce ne saranno sempre di più, ma io spero di finire la mia carriera prima, perché davvero non mi diverto a giocare contro di loro. Se fossi un organizzatore di torneo non inviterei mai un giocatore come quello, perché potrebbe battere chiunque e rovinare il tabellone”. “Tecnicamente Fabio ha usato molto bene lo slice oggi – ha confermato Opelka – mettendomi in difficoltà e fuori ritmo. Lui è un tipo di giocatore che devi cercare di tenere fuori dalla partita, anche mentalmente, e io non ci sono riuscito“.

Il tennis è uno sport alla fin fine semplice: per chiudere uno slot di punteggio, che sia un game, un set o il match, devi fare almeno due punti di fila. Se spari una palla dentro e una fuori, a prescindere dal livello di chi hai di fronte, ti ritroverai sempre in bilico per quanto riguarda il risultato. Camila Giorgi, opposta oggi pomeriggio sul campo 11 alla tedesca Antonia Lottner, finché non è stata capace di dare un minimo di continuità al suo gioco fatto di accelerazioni frenetiche e fulminanti, ma a volte imprecise, si è trascinata appresso nel punteggio un’avversaria francamente troppo inferiore per costituire un banco di prova credibile. Uscita dalle qualificazioni, la 23enne di Dusseldorf ha fatto quello che poteva, palesemente in difficoltà negli spostamenti laterali (alta, magra e dinoccolata), e forse anche non al 100% fisicamente, con vistose fasciature a entrambe le gambe.

Camila, ogni singola volta in cui metteva dentro le righe i suoi lungolinea, la lasciava a tre metri dalla palla, ma il problema, in particolare durante i primi game della partita, era che ne piazzava una buona e una fuori. Un break nel primo set ha consentito a Giorgi di chiudere 6-3, mentre nel secondo parziale l’azzurra si è impegolata in una sequenza iniziale di break e contro-break, da cui è uscita tenendo il servizio che l’ha portata in vantaggio 3-1. Dopodichè, Camila è salita fino al 5-3, chiudendo poi con il quarto break messo a segno della partita. Il 6-3 6-3 conclusivo è perfino generoso per la volenterosa Lottner.

Come sempre avviene nei campi periferici dell’Australian Open, il pubblico era assiepato a due metri dal terreno di gioco, e gli italiani hanno creato una bella atmosfera con il loro tifo. Le statistiche ci dicono che Giorgi (a conferma delle considerazioni precedenti) ha realizzato lo stesso numero di vincenti e di errori (21), l’aspetto buono anche se non eccezionale sono le percentuali del servizio. Tre doppi falli, a fronte di un 60% di prime in campo, da cui ha ricavato il 76% dei punti, e un onesto 50% con le seconde palle. Bene ma non benissimo, insomma. Camila attende al secondo turno la vincente tra Kuznetsova e la testa di serie numero 15 Vondrousova. Per quello che abbiamo visto fisicamente l’italiana è a posto, certo quando arriveranno avversarie più consistenti di quella odierna sarà necessario salire di livello. Per ora è un secondo turno, e va bene così.

Camila è apparsa piuttosto soddisfatta dopo il match: “La prima partita è sempre un po’ complicata, ma in campo mi sono sentita bene, anche se c’è sempre qualcosa su cui lavorare. Quest’inverno ho fatto una preparazione molto lunga, ho lavorato su tante cose, in particolar modo la continuità, ed anche tutti gli aspetti che mi mancavano non avendo giocato per molti mesi. Ho cambiato un po’ il movimento del servizio, che ora è più compatto. La mia prossima avversaria? Una tra Vondrousova e Kuznetsova. Non so come giocano, non mi intendo tanto di tennis, so che una è mancina e l’altra è destra. Ma io cerco di pensare a me stessa, e al gioco che devo fare. Ora il problema al polso è finito, sto bene, e devo solo preoccuparmi di non dovermi fermare per problemi fisici perché il mio livello è alto”.

In Australia, si sa, Andreas Seppi diventa un altro giocatore: anche a quasi 36 anni il più forte italiano di sempre all’Australian Open offre una prestazione rimarchevole superando per 3 set a 0 Miomir Kecmanovic, 31 posti avanti a lui in classifica mondiale. Una prestazione quasi immacolata in cui Andreas ha messo a segno 48 vincenti a fronte di appena 30 errori. Una sola palla break concessa che poteva costargli caro quando ha perso il break di vantaggio nel terzo set. Seppi ha mantenuto la calma e ha poi controllato con agio il tie-break che ha posto fine all’incontro. I primi due set erano andati via in fotocopia con un unico break decisivo a favore del nostro giocatore nel quinto gioco, poi condotti serenamente in porto per un doppio 6-4. Il prossimo turno lo vedrà affrontare Stan Wawrinka, un match old-school che si preannuncia comunque affascinante. Tre anni fa fu un ottavo di finale in questo torneo e Wawrinka vinse in 3 set lottati (9-3 per lo svizzero i precedenti complessivi). Non dubitiamo che Seppi farà comunque la sua bella figura.

BYE BYE MELBOURNE – Anche gli incontri di Giustino e Travagliaerano stati sospesi ieri per pioggia con gli azzurri sotto di due set, ma Lorenzo e Stefano non hanno replicato l’impresa compiuta da Fognini. L’incontro del lucky loser Giustino è durato appena due game (Milos Raonic ha chiuso in 97 minuti per 6-2 6-1 6-3), otto quello di Travaglia, che ha ceduto subito il servizio alla ripresa del gioco e si è arreso in tre set al cileno Garin (6-4 6-3 6-4 in due ore e 11 minuti). Eliminata anche Jasmine Paolini superata in due set sul campo numero 14 in 1 ora e 40 minuti dalla 21enne russa Anna Blinkova: 7-5 6-4 il punteggio finale.

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