Processo Weinstein, accuse per uno stupro risalente al 1994

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Il processo ad Harvey Weinstein, l’ex produttore di Holliwood accusato di violenza sessuale, prosegue a New York con la prima, drammatica, testimonianza di una delle tante presunte vittime.

In aula ha parlato l’attrice Annabella Sciorra, nota in particolare per il suo ruolo nella serie “The Sopranos”.

I fatti risalgono troppo indietro nel tempo per contestare il reato a Weinstein, ma i procuratori vogliono usare la sua deposizione e quella di altre decine di vittime per rafforzare l’accusa nei confronti dell’ex re di Hollywood.

Sciorra ha dichiarato che conobbe Weinstein quando lei era un’attrice emergente e lui un giovane produttore. Per quattro anni ha ricevuto da lui diversi regali, qualcuno imbarazzante come una scatola di cioccolatini a forma di pene. Poi una sera, dopo una cena con amici in un ristorante, l’ex produttore la accompagnò a casa a Manhattan e la stuprò, tra le fine del 1993 e l’inizio del 1994.

“Ero già entrata in casa e mi ero messa in pigiama – è il drammatico racconto – quando ho sentito bussare alla porta e me lo sono trovato di fronte. Mi ha spinto dentro, mi ha buttato sul letto e mi ha stuprata, nonostante abbia tentato di oppormi dicendo ‘no’ diverse volte e colpendolo con calci e pugni. Non potevo fare molto contro di lui, il mio corpo si spense, era così disgustoso che il mio corpo iniziò a tremare in modo inusuale, come se avessi una crisi. Poi ho perso conoscenza”.

Settimane dopo, in un ristorante, la Sciorra incontrò Weinstein e lo affrontò: “Era molto minaccioso, i suoi occhi diventarono scuri, pensavo che mi avrebbe colpito”.

Poi, stando al racconto dell’attrice, l’ex produttore continuò a perseguitarla, comparendo almeno un paio di volte negli hotel in cui alloggiava.

La difesa l’ha incalzata, chiedendolo perché non avesse denunciato la violenza sessuale: “All’epoca non realizzai che era uno stupro”, ha risposto Annabella Sciorra.

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