100 anni dalla nascita di Chiara Lucich: l’omaggio di Mattarella

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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è l’ospite d’onore al Centro Mariapoli di Cadine, delle celebrazioni in corso questo pomeriggio in onore di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei focolari, a cento anni dalla nascita.

«Chiara Lubich seppe guardare oltre i confini e le macerie della guerra. Non a caso ha maturato la sua vocazione a Trento, città all’epoca dilaniata dal conflitto ma ponte e cerniera tra Mediterraneo ed Europa. Una ragazza che quasi 80 anni fa si mise al servizio dei poveri e continua ad invitarci all’accoglienza, all’impegno con gli altri e per gli altri. Un impegno che si comprende solo alla luce della relazione». Lo ha detto il sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, nel corso del suo intervento al Centro Mariapoli di Cadine, dove sono in corso le celebrazioni per il centenario dalla nascita di Chiara Lubich.

Il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, ha detto invece: «Pensare che una trentina, originaria delle valli, è riuscita a portare un proprio messaggio di pace e unità, è motivo di orgoglio. E in questo centenario il messaggio viaggia in tutto il mondo grazie a Chiara Lubich. Quindi come trentini dobbiamo essere orgogliosi e dobbiamo ricordare, oltre che fare una giusta riflessione sul suo messaggio. Che va attualizzato: significa che il mondo è diverso rispetto ai tempi passati però che gli spunti positivi, la visione di unità e unitarietà devono essere ricercate da parte delle istituzioni».

L’arcivescovo di Trento, Lauro Tisi, ha sottolineato: «L’elemento più impressionate di questa donna è la lettura del Cristo abbandonato. In cui viene dato campo all’anti narcisismo: lei rilegge la morte di Cristo come eccesso di amore che diventa non violenza, persino tutela del nemico, liberazione dell’altro rispetto all’accreditare sé stessi. Una cosa di una attualità impressionate perché notiamo oggi una narrazione di sé stessi che è origine di un sacco di problemi. Se vogliamo aiutare l’Europa dobbiamo ripartire dalla riscoperta dell’altro».

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