Palermo, “operazione Gulasch”. Terremoto giudiziario all’Assessorato Regionale all’Agricoltura

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I militari delle Fiamme Gialle del Comando provinciale di Palermo hanno arrestato imprenditori e funzionari pubblici accusati a vario titolo di associazione per delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, falsità materiale e ideologica in atto pubblico, rivelazione di segreto d’ufficio, soppressione e occultamento di atti pubblici.

In carcere sono finiti I fratelli Giovanni Salvatore e Francesco Di Liberto, imprenditori di Belmonte Mezzagno rispettivamente di 40  e 43 anni, il primo amministratore unico della Di Liberto srl e il secondo già rappresentante legale della General Tec Soc. Coop., Filippo Cangialosi, 55 anni, già funzionario dell’Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura – I.P.A. di Palermo e attualmente in servizio al Dipartimento dell’Agricoltura dell’Assessorato Regionale all’Agricoltura; Paolo Giarrusso, 53 anni, amministratore unico della Meatech Gmbh.

Ai domiciliari sono finiti Vincenzo Geluso, 48 anni, già sindaco del Comune di San Cipirello e attualmente componente dell’Ufficio di gabinetto dell’Assessore Regionale all’Agricoltura; Antonino Cosimo D’Amico, 55 anni, già ispettore capo dell’I.P.A. di Palermo e attualmente Dirigente del Dipartimento dell’Agricoltura dell’Assessorato Regionale all’Agricoltura; Ciro Maurizio Di Liberto, 46 anni, tecnico progettista della Di Liberto Srl e fratello dei citati Giovanni Salvatore e Francesco; Nunzia Salvina Pipitone, 36 anni, prestanome nonché moglie di Giovanni Salvatore Di Liberto;  Roberto Percivale 60 anni, intermediario all’estero dei fratelli Di Liberto; Marco Iuculano, 48 anni, rappresentante legale della LPB Soc. Coop.; Giovanni Calì, 61 anni, attuale rappresentante legale della General Tec Soc. Coop.; Riccardo Puccio, 41 ani e  Francesco Sclafani 70 anni, ingegneri di Marineo; Giuseppe Guttadauro, 50 anni, avvocato e imprenditore agricolo; Alessandro Mocciaro Li Destri 46 anni, imprenditore agricolo; Giuseppe Tavarella, 59 anni, già legale rappresentante del Consorzio Agrario di Palermo S.c.a.r.l. e poi in servizio presso l’Ispettorato dell’agricoltura di Palermo.

Sono stati sottoposti all’obbligo di dimora nel comune di residenza con contestuale obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria: Lillì Napoli, 59 anni, Maria Luisa Virga 51 anni, dirigenti presso l’I.P.A. di Palermo; Gaetano Ales, 52 anni, funzionario dell’IPA di Palermo; Salvatore Picardo, 57 anni, responsabile dell’area 4 tecnica – SUAP del Comune di San Cipirello; Ciro Spinella, 64 anni, agronomo di Marineo; Girolamo Lo Cascio, 48 anni già rappresentante legale della General Tec Soc. Coop.; Alessandro Russo, 40 anni, tecnico progettista della Di Liberto S.r.l. Maria Concetta Catalano 61 anni, dirigente dell’Ufficio intercomunale dell’agricoltura “Basse Madonie”.

I finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo, guidato dal colonnello Gianluca Angelini, nell’ambito di indagini coordinate dal Procuratore Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Sergio Demontis, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal gip del Tribunale di Palermo nei confronti di 24 soggetti, di cui 4 sottoposti a custodia cautelare in carcere, 12 ristretti agli arresti domiciliari, 8 sottoposti all’obbligo di dimora nel comune di residenza con contestuale obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Con il medesimo provvedimento il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo di 14 imprese, 3 delle quali con sede all’estero (Ungheria, Austria e Romania), per un valore di circa 24 milioni di euro, nonché il sequestro, anche per equivalente, di disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili per oltre 12,5 milioni di euro, pari all’ammontare dei contributi pubblici indebitamente percepiti. Bloccata, inoltre, l’erogazione di contributi indebiti per ulteriori 3,5 milioni di euro. Le indagini dei Finanzieri del Gruppo Tutela Spesa Pubblica del Nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo si sono concentrate sull’iter di concessione di finanziamenti pubblici in agricoltura nell’ambito dei PSR (Programma di Sviluppo Rurale) Sicilia 2007/2013 e 2014/2020 che ruotano intorno all’I.P.A. (Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura) della Regione Sicilia, ente deputato alla valutazione circa l’ammissibilità delle istanze volte ad ottenere le pubbliche provvidenze, di origine europea e nazionale.

Due i filoni di indagine: il primo relativo alla percezione indebita di rilevanti finanziamenti pubblici, il secondo, invece, incentrato sull’operato dei funzionari pubblici deputati al controllo dei requisiti e all’attribuzione dei punteggi per l’ammissione al contributo delle domande di finanziamento.

Nell’ambito del primo filone investigativo, sono state approfondite le domande di finanziamento a valere sulle misure 121 e 123 del PSR Sicilia 2007/2013 per un valore di circa 10 milioni di euro percepiti nel periodo 2012 – 2018 da due società riconducibili direttamente o indirettamente ai fratelli Giovanni Salvatore e Francesco Di Liberto di Belmonte Mezzagno (PA), ovvero: la Diliberto S.r.l., per un ammontare complessivo di quasi 6 milioni di euro, in relazione all’ammodernamento dell’azienda agricola e per la realizzazione di un mattatoio sito in Ciminna (PA), e la LPB Soc. Coop, per un ammontare complessivo di oltre 4 milioni di euro, con riguardo alla realizzazione di un complesso agro-industriale nel Comune di Monreale (PA).

Le attività investigative, svolte anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e servizi di appostamento e pedinamento, nonché sfruttando i canali della cooperazione internazionale di polizia, hanno consentito di accertare l’esistenza di una spregiudicata consorteria criminale, ideata, promossa e diretta dai fratelli Di Liberto, finalizzata all’ottenimento, in modo illecito, di rilevanti finanziamenti pubblici concessi dalla Regione Siciliana e alla perpetrazione di reati di falso, con la connivenza di professionisti e di Filippo Cangialosi, funzionario istruttore presso l’I.P.A. di Palermo.

I fratelli Di Liberto, anche mediante fatture false, sono riusciti a incassare indebitamente non solo le erogazioni afferenti alle già citate domande di finanziamento, ma, nel mese di dicembre 2019, anche la prima tranche di una terza domanda di finanziamento, presentata sempre a nome della Di Liberto S.r.l. a valere sulla misura 4.2 del PSR Sicilia 2014/2020, per un ammontare complessivo di circa 2,5 milioni di euro.

Le indagini hanno ricostruito articolati artifici e raggiri consistiti nell’aver documentato costi superiori a quelli effettivamente sostenuti per la realizzazione dei programmi di investimento oggetto di pubblica contribuzione, attraverso false fatturazioni da parte di società italiane ed estere. Utilizzato documentazione mendace, sia di natura bancaria che amministrativo-contabile. Falsificato certificati dell’ASP di Palermo.

Il secondo filone investigativo ha consentito di accertare l’esistenza di pratiche clientelari tese a favorire illegittimamente talune domande di finanziamento rientranti nell’ambito dei citati PSR Sicilia 2007/2013 e PSR Sicilia 2014/2020, poste in essere da pubblici ufficiali in servizio presso l’IPA di Palermo.

I riscontri effettuati dalle Fiamme Gialle hanno consentito di accertare l’esistenza di molteplici cointeressenze tra i soggetti privati proponenti le domande di finanziamento e i dirigenti/funzionari dell’IPA di Palermo, finalizzate all’illecito ottenimento di rilevanti finanziamenti pubblici concessi dalla Regione Siciliana attraverso l’alterazione o addirittura la sostituzione dei documenti posti a supporto delle richieste. In particolare, è stata accertata: la corruzione del pubblico ufficiale Filippo Cangialosi, funzionario istruttore presso l’I.P.A. di Palermo, da parte di  Giuseppe Tavarella, un altro funzionario dello stesso Ente e già legale rappresentante del Consorzio Agrario di Palermo S.c.a.r.l., in relazione alle domande di finanziamento e di pagamento presentate da quest’ultima società nell’ambito della Misura 124 del PSR Sicilia 2007/2013, per le quali Cangialosi ha attestato falsamente di aver svolto controlli, concludendo la procedura con esito positivo.

Il Consorzio Agrario non incorreva così in sanzioni e nella restituzione di quanto indebitamente percepito. Quale corrispettivo per la propria infedeltà, Cangialosi otteneva dal corruttore Tavarella, in virtù del proprio ruolo, una corsia preferenziale per alcune domande di finanziamento presentate da soggetti di suo interesse.

La corruzione del pubblico ufficiale Antonino Cosimo D’Amico, all’epoca a capo dell’IPA di Palermo, da parte di Giuseppe Guttadauro, per il tramite di Mocciaro Li Destri, in relazione a domande di aiuto a valere sulla misura 4.1 del PSR Sicilia 2014/2020 per un totale di oltre 3,5 milioni di euro. In particolare, D’Amico è intervenuto sui membri delle commissioni di controllo affinché condizionassero in senso favorevole le valutazioni sulle istanze presentate dal Guttadauro producendo false attestazioni, distruggendo documenti compromettenti per poi sostituirli con documenti regolari. In cambio della sua opera criminosa, D’Amico otteneva la promessa da Guttadauro che il suo nominativo sarebbe stato preso in considerazione per il conferimento dell’incarico di capo di gabinetto dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Siciliana. Guttadauro nel 2017 disse a D’Amico che ne avrebbe parlato con Gianfranco Micciché, presidente dell’Assemblea regionale Siciliana, fratello del suocero.

I membri della commissione Lilli Napoli e Maria Concetta Catalano rispondono dei delitti di tentata truffa per il conseguimento di pubbliche erogazioni e falso.

La perpetrazione di condotte di rivelazione di segreti d’ufficio, falso ideologico/materiale in atto pubblico, soppressione occultamento e distruzione di atto pubblico poste in essere a vario titolo dai già citati D’Amico, Cangialosi e Napoli, nonché da Gaetano Ales funzionario dell’IPA di Palermo, Vincenzo Geluso all’epoca dei fatti sindaco del Comune di San Cipirello  e attualmente componente dell’Ufficio di gabinetto dell’Assessore Regionale all’Agricoltura, e Salvatore Picardo responsabile dell’area 4 tecnica – SUAP del Comune di San Cipirello, in relazione ad una domanda di finanziamento di 159 mila euro, presentata nell’ambito della Misura 7.5 del PSR Sicilia 2014/2020 dal Comune di San Cipirello e relativa ad un progetto per la riqualificazione dell’area a parcheggio su corso Trento e la realizzazione di un centro di informazione turistica. In particolare, gli indagati alteravano atti pubblici veri, allegati alla pratica di finanziamento già assunta in carico dall’IPA di Palermo, apponendovi delle date che non erano state indicate in sede di deposito nonché formando nuovi documenti essenziali mancanti, che venivano inseriti nella pratica come se fossero presenti al momento del deposito.

L’opera non è stata realizzata perché non risultava inserita dal Comune nel programma triennale delle opere pubbliche.

In queste ore i finanzieri del comando provinciale, agli ordini del generale Antonio Nicola Quintavalle Cecere, stanno facendo una serie di perquisizioni.

Le imprese sottoposte a sequestro sono: DI LIBERTO S.r.l., con sede in Belmonte Mezzagno (PA); LPB Soc.Coop., con sede in Marsala (TP); SUD ALLEVAMENTI Società Cooperativa Agricola, con sede in Belmonte Mezzagno (PA); ZOO COOP SOCIETÀ COOPERATIVA a.r.l., con sede in Mezzojuso (PA); MARGI Società Cooperativa a.r.l., con sede in Ciminna (PA); O.T. Market Unipersonale S.r.l., con sede in Bolognetta (PA); SOCIETÀ AGRICOLA MEDITERRANEA ALLEVAMENTI a.r.l., con sede in Belmonte Mezzagno (PA); G.R. TRASPORTI s.r.l., con sede in Belmonte Mezzagno (PA); GENERAL T.E.C. Società Cooperativa, sede in Belmonte Mezzagno (PA); ditta individuale AGRIGROUP, sede in Belmonte Mezzagno (PA); MEATECH Gmbh con sede in Austria; MEATECH Company Kft con sede in Ungheria; S.C. DIL.RO. Livestock con sede in Romania.

 

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