La vita sospesa, negozi, ristoranti e pub a numero chiuso

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Prima che sia troppo tardi, prima che sia chiuso tutto l’Italia prova a riorganizzarsi la vita. E programma le attività sociali a ‘numero chiuso’. Molti, moltissimi gli esercizi commerciali che hanno scelto di chiudere oppure di lavorare solo su appuntamento incrementando così il commercio online prevedendo la consegna gratuita per i clienti.

La spesa online 

I grandi gruppi della distribuzione organizzata da tempo offrono il servizio di spesa online. Da Coop a Carrefour ad Esselunga, solo per citarne alcuni, è possibile fare i propri acquisti sui siti dedicati e farsela consegnare a domicilio scegliendo giorno, ora e fasce orarie. Con promozioni, sconti e offerte dedicati alla clientela online.  Non sono solo i grandi gruppi ma anche gli esercizi del dettaglio tradizionale e molti mercatini ad offire, con i diversi espositori la possibuilità di scegliere e acquistare direttamente da casa. Sui social abbondano i post delle attività artigianali e commerciali che hanno deciso di assumere decisioni drastiche. E quindi la ‘piazza’ diventa virtuale ( vintagemarketroma.it ad esempio, con lo spostamento del mercato del 22 marzo previsto a Roma) e i diversi espositori si organizzazo per offrire ai clienti la possibilità di curiosare e scegliere  lo stesso solo che lo scaffale e il banco scorreranno sugli schermi di pc, tablet e cellulari

Su instagram Valentina del negozio di decorazione di interni La corallina di Firenze spiega la decisione di chiudere l’impresa di famiglia continuando però l’attività del laboratorio. Valentina in un video precisa che avrebbe poturo scrivere un post ma invece ha ‘voluto metterci la faccia’. Clienti tutti a casa dunque e per incentivare comunque le vendite spedizioni gratuite anche città su città.

Così a Cesena Federica de ‘Il mondo di Yaga’ spiega con un cartello sulla porta del negozio di proseguire l’attività solo su appuntamento in ‘rispetto delle limitazione approntate fino al 15 marzo’. ‘Ho fatto la mia scelta -spiega su instagram- che condivisa o meno è irrevocabile.’

A cena fuori

Pub, bar e ristoranti sono la prima frontiera della nuova ‘vita sociale’. Gli ingressi nei locali sono contingentati, non ci può essere affollamento al bancone e i posti a sedere devono comunque rispettare la distanza di un metro tra i clienti. E qui spazio alla fantasia. Con l’hastag #adistanzamanondistanti BeefBazar a Roma, nel quartiere Prati informa che ‘siamo passati da 250 coperti a 100. Cercheremo di lavorare su 2 turni e sanifichiamo tutto durante l’intero servizio. Perchè non si ferma tutto, ma tutto va fatto in sicurezza’. 

La stessa strada è stata scelta da molti ristoranti romani e milanesi che hanno deciso di non chiudere. Anche al Sud la musica resta la stessa. A Taviano, cittadina in provincia di Lecce nel cuore del Salento, la Puteca (Bottega) ‘MezzoGaudio’ con una location molto originale in un vicolo del centro storico rivede la distanza tra i tavoli. E nella Capitale il locale ‘Zia Rosetta’ decide ‘per tranquillizzare i clienti e sostenere l’umore abbiamo deciso di lavorare con le mascherine’ solo che sono maschere di carnevale. E anche in questi casi vince #iorestoacasa: pronta in molti ristoranti la gastronomia d’asporto. 

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