È malato ma non ha il coronavirus, catanese bloccato a Malta

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Potranno rientrare in Sicilia i cittadini residenti o domiciliati nell’Isola che attualmente si trovano a Malta. Il presidente della Regione Nello Musumeci, dopo un colloquio telefonico con l’ambasciatore italiano a La Valletta, ha autorizzato il trasporto di massimo 300 persone che arriveranno su un catamarano merci nel porto di Pozzallo. Qui i passeggeri saranno sottoposti a controllo sanitario, dovranno compilare l’autocertificazione e recarsi in quarantena obbligatoria.

Ieri, il permesso era stato negato perché il decreto del ministro dei Trasporti, che stabilisce limitazioni anche nei collegamenti marittimi da e verso la Sicilia, prevede eventuali deroghe solo per chi viaggia su navi che portano merci. L’ambasciata maltese ha chiarito stamane che sul catamarano, in partenza nelle prossime ore, ci sono anche derrate e quindi è stato possibile concedere l’autorizzazione.

Proprio stamattina la senatrice del Movimento Cinque Stelle Tiziana Drago aveva fatto sapere che un cittadino siciliano, residente a Catania, che lavora a Malta, è rimasto bloccato nell’isola senza la possibilità di fare rientro con il catamarano in Sicilia.

L’uomo, che da giorni registra malesseri, non riconducibili al COVID-19, avrebbe bisogno di esami specialistici che a Malta non sono stati svolti e avrebbe bisogno di visite accurate per il peggioramento del suo stato di salute. È in quarantena forzata nel suo domicilio maltese, come tutti gli italiani in questi giorni.

“Si tratta di un caso che necessita di una soluzione urgente – spiega la senatrice -. Questo ragazzo siciliano era rientrato a Malta lo scorso 6 marzo e da quel giorno è stato confinato a casa con la madre con l’impossibilità di uscire e neanche di ricevere viveri in casa poiché anche i fattorini si rifiutano di portare cibo al suo domicilio”.

“Una situazione davvero grave. Ho interessato il ministro degli Esteri Di Maio e a seguito del suo intervento, finalmente, il ragazzo è stato visitato la scorsa domenica in un ospedale maltese ma non sono stati effettuati tutti gli esami specialistici di cui avrebbe avuto di bisogno per via degli elevati costi. – spiega – Ora più che mai è necessario attivare tutti i canali istituzionali per far rientrare il nostro connazionale. Ho sollecitato un intervento del presidente della Regione Musumeci, la cui portavoce ha riferito telefonicamente della possibilità di raggiungere Roma, tramite volo di linea. Pare che il governo maltese abbia autorizzato madre e figlio a prendere un mezzo per rientrare in Sicilia, ma l’unica possibilità paventata dal governatore siciliano sia per via aerea, quindi transitando da Roma”. “Faccio appello anche al viceministro Cancelleri ed al ministro Guerini, – conclude – affinché possa prevedersi l’invio di un nostro mezzo della Guardia Costiera medicalizzato affinché possa viaggiare in sicurezza”.

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