Coronavirus, a Vo’ Euganeo un nuovo contagiato dopo giorni di assenza di casi positivi

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Un nuovo caso di contagio è stato registrato nella notte a Vo’ Euganeo, il primo focolaio di Coronavirus in Veneto, dopo giorni in cui il bilancio segnava zero. Dal report della Regione, i positivi nella cittadina padovana sono così 83 dall’inizio dell’epidemia. Padova – escluso Vo’ – è la provincia con più casi (943, +42 rispetto a ieri), seguita da Verona (784, +66) e Treviso (719, +49).

Ed è passato un mese da quando un uomo di 38 anni è diventato il paziente 1 affetto da coronavirus. L’uomo fu trovato positivo a Codogno (Lodi) il 20 febbraio ed è ora in via di guarigione. E’ uscito dalla terapia intensiva ma è ancora ricoverato. Anche sua moglie, incinta di otto mesi, fu trovata positiva al virus ma è guarita ed è stata dimessa. L’uomo era già stato in ospedale qualche giorno prima ma non gli era stato diagnosticato il Covid-19. Da quel giorno la vita in Lombardia è stata stravolta. All’indomani, il Comune di Codogno, come quello di Castiglione d’Adda e di Casalpusterlengo presero i primi provvedimenti: chiusura dei bar e dei ristoranti. Misure che si rivelarono timide a fronte del numero di contagi nella zona che aumentarono in numero esponenziale.

Con la rimodulazione dei servizi, decisa stamane in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con la presenza degli assessori regionali Riccardo De Corato e Pietro Foroni, secondo le indicazioni del Ministro dell’Interno, 114 unità di militari dell’Esercito di Strade Sicure verranno impiegate direttamente nel controllo delle misure di contenimento della diffusione del virus COVID-19, fa sapere la Prefettura di Milano.

E c’è stata un’altra vittima del coronavirus tra le forze dell’ordine: a Bergamo è morto un carabiniere di 47 anni, appuntato scelto dell’Arma. Era ricoverato in ospedale.

Intanto nuove lunghe code hanno caratterizzato l’ingresso ai supermercati, a Milano, dopo le proposte di una stretta sulle libertà di movimento e anche sulla gestione delle rivendite alimentari. In fila tanta gente preoccupata, tornata con i trolley come non si vedeva dall’inizio del’emergenza. “Abbiamo visto che arrivava il camion dei rifornimenti e siamo venuti qui – ha detto una signora, in fila con una grossa valigia-trolley – ma se lo avessi saputo avrei lasciato mio marito a casa”.

In Puglia sono 31 le persone contagiate dal virus ricoverate nelle terapie intensive pugliesi, e 173 quelle assistite nei reparti di Malattie infettive e Pneumologia. Nel complesso i casi di Covid-19 nella Regione sono 478, quindi significa che poco meno del 50% dei pazienti necessità di un ricovero. Anche in Puglia si conferma, quindi, il dato epidemiologico: la task force regionale, infatti, ha costruito il piano ospedaliero per affrontare l’emergenza ipotizzando uno scenario che vede la metà dei contagiati bisognosi di assistenza ospedaliera, con un 10-15% costretto a ricorrere alla terapia intensiva. La rete ospedaliera pugliese è stata smontata e rimontata in pochi giorni per essere pronta ad assistere gli oltre mille pazienti che si stima saranno contagiati dal virus, e che avranno bisogno di un ricovero (su duemila ammalati complessivi ipotizzati).

È morto nell’ospedale pubblico di Jaipur, in Rajasthan, il turista italiano, ricoverato con la moglie da due settimane perché affetto dal Covid-19, come dicono i media indiani e lo confermano fonti del tour operator italiano da cui la coppia aveva acquistato il viaggio. Qualche giorno fa l’uomo, 68 anni, medico di Codogno in pensione, era stato dichiarato negativo dai medici dell’ospedale indiano, che affermavano di averlo curato con una combinazione di farmaci antiretrovirali.

L’emergenza Coronavirus ridisegna anche il processo amministrativo. Udienze sospese sino al 15 aprile. Nessun rinvio invece per le domande cautelari, che anziché da un collegio saranno trattate da un solo giudice. E fino al 30 giugno processi basati sugli scritti e gli atti, senza discussione orale, ma con la possibilità di presentare brevi note in prossimità della data fissata per la decisione.

A Cinquefrondi, 7mila abitanti in provincia di Reggio Calabria, non ci sono casi di contagio da coronavirus, ma il sindaco Michele Conia ha deciso di non far correre rischi alla popolazione e perciò con una ordinanza firmata ha disposto la chiusura della cittadina. In pratica non si può uscire da Cinquefrondi, nè entrarvi, se non per motivi di necessità, cioè “comprovate esigenze lavorative, motivi di salute o rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. In ogni caso sono vietati gli assembramenti con l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza minima di un metro fra le persone. Situazioni di necessità riguardano l’acquisto di beni essenziali come ad esempio fare la spesa o recarsi in farmacia”.

Nuova stretta del Piemonte per contrastare la diffusione del coronavirus. Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, è pronto a firmare una nuova ordinanza per ridurre ulteriormente le attività all’aperto. “Col fine settimana alle porte, non posso più aspettare. Sono giorni che sollecito il governo”, spiega all’ANSA il governatore, che per condividere il testo della nuova ordinanza alle 13 riunirà in videoconferenza i presidenti delle Province piemontesi, i sindaci dei capoluoghi e i rappresentanti di Anci e Uncem.

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