Coronavirus, la Generazione Z protagonista del futuro

Il pensiero di Riccardo Cacelli sull'economia nel dopo coronavirus

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Londra – Di una cosa sono, siamo, tutti certi: il Covid-19 e’ un acceleratore positivo per costruire un futuro resiliente.

Sara’ una resilienza globale, senza disitinzioni di latitudini, di confine, di razze.
Tutta l’umanita’ ne e’ coinvolta ma sara’ la Generazione Z a determinare il futuro.

La Generazione Z gia’ abituata a stili di vita digitali, modifichera’ sensibilmente anche il modus di vivere, lavorare, studiare, viaggiare e divertirsi.

E lo fara’ in tutto il mondo.

Ed influenzeranno genitori e nonni verso comportamenti o scelte d’acquisto rivolte alla salvaguardia del bene comune. Quel bene comune che Papa Francesco ha chiesto ai politici di tutto il mondo nel corso dell’omelia della Benedizione Urbi et Orbi della scorsa Pasqua.

Sappiamo gia’ per esempio che cambiera’ lo scenario turistico ovvero vi sara’ un turismo familiare e giovanile che prediligerà soluzioni di co-living all’hotellerie tradizionale.

Gli ostelli moderni nel design, eco-sostenibili, tecnologici, alla moda, con prezzi accattivanti ma sopratutto che possono fornire costanti emozioni sensistive (vista, olfatto, udito, gusto e tatto) per il benessere dell’utilizzatore supereranno gli attuali sistemi d’accoglienza standard divenuti ormai obsoleti.

La GenerazioneY (Millenials) e la Generazione Z (Centennials) vorranno questo.
E le aziende alberghiere che non ce la faranno a resistere a questo momento epocale, saranno messe in vendita a prezzi molto bassi per essere poi riconvertite a in ostelli moderni con gestori più solidi e capaci di sopravvivere all’attuale periodo di caos.

Le aziende, per proteggere la salute dei propri dipendenti hanno iniziato ad adottare in maniera significativa lo smart-working e per molti Ceo e’ stato un vero e proprio shock. Da questo improvviso shock i Ceo devono necessariamente guadare al futuro mettendo al primo posto il risk management, sino al 31 gennaio relegate alle ultime caselle dell’organigramma aziendale.

E per risk mamagement non si intende solo gli aspetti sanitari, ma anche e sopratutto geopolitici e sociali.

In sostanza, le aziende per sopravvivere devono essere resilienti.

Essere in grado di affrontare i rischi, cogliendo opportunità anche nelle situazioni negative ed evolversi uscendo positivamente da situazioni di crisi in quanto capace di gestire il cambiamento.
Riccardo Cacelli

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