Liguria, marinaio accoltella tre colleghi e incendia gli uffici

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E’ arrivato negli uffici del porto con l’intenzione di uccidere i colleghi, per vendicare l’avvio di un procedimento disciplinare nei suoi confronti. Dopo averne accoltellati tre, ha dato fuoco alla palazzina ed è fuggito, ma è stato bloccato dai carabinieri. A finire in manette è stato il marinaio Francesco D’Agostino, 58 anni, da circa 20 dipendente di una partecipata del Comune di Finale Ligure (Savona), la Finale Ambiente, che si occupa tra l’altro della gestione del porticciolo locale. Secondo quanto ricostruito, a scatenare la sua furia sarebbe stata una contestazione relativa a una barca affondata a febbraio: era stato dato il via a un procedimento disciplinare a suo carico per possibili responsabilità nella cura degli ormeggi. Alcuni testimoni hanno riferito che già ieri il marinaio aveva annunciato di vendicarsi, minacciando i dirigenti dell’azienda. Questa mattina si è presentato in porto con una tanica di benzina e un coltello con il quale ha aggredito i colleghi. Uno, Michele Scarlatti, è stato raggiunto da un fendente al fianco; altri due sono riusciti a parare le coltellate, riportando solo ferite alle braccia. Nessun colpo, invece, per una quarta persona, un consulente, che è rimasto bloccato in una stanza chiusa dall’aggressore, e per questo rimasto intossicato dal fumo dell’incendio.

E’ stato salvato da un carabiniere che da una finestra gli ha spruzzato addosso il liquido di un estintore. Feriti e intossicato sono stati portati tutti all’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, nessuno di loro è in pericolo di vita. Dopo l’aggressione, D’Agostino ha dato fuoco al locale ed è fuggito, ma poco dopo è stato bloccato dai carabinieri. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco, la polizia municipale e gli uomini della Guardia Costiera. Il marinaio, sposato e con figli, è stato portato in caserma ad Albenga e da lì, dopo qualche ora, trasferito nel carcere di Imperia. Sull’accaduto indagano i vigili del fuoco e i carabinieri di Albenga, comandati dal tenente colonnello Sergio Pizziconi e coordinati dal pm Giovanni Battista Ferro. “Era una persona un po’ irascibile, ma non aveva mai dato segni di squilibrio” ha raccontato un testimone. All’uomo verranno contestati i reati di tentato omicidio e incendio; in queste ore Ferro e il procuratore Ubaldo Pelosi stanno valutando se contestare anche il reato di strage dato che, secondo gli inquirenti, l’uomo avrebbe raggiunto questa mattina gli uffici già con la chiara intenzione di uccidere tutti i colleghi presenti. “Un fatto gravissimo, un atto criminale – ha dichiarato il sindaco di Finale Ligure Ugo Frascherelli -. Screzi tra colleghi ci sono in ogni luogo, ma qua stiamo parlando di qualcosa di assurdo”.

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