Viper, il rover della NASA che traccerà una mappatura delle risorse d’acqua presenti sulla Luna

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Chi ha vissuto nel 1969 ricorderà certamente la famosa missione Apollo 11 della NASA che si svolse il 20 luglio e portò i primi uomini sulla Luna. Neil Armstrong fu il primo essere umano a metterci piede, seguito poi da Buzz Aldrin che arrivò circa 20 minuti dopo. Quel giorno i due astronauti rimasero circa 2 ore e mezza fuori dalla navicella, raccogliendo 21,5 kg di materiale lunare che fu successivamente portato sulla terra.

Nel 1987, 18 anni dopo questo grandissimo evento, Fiordalisio sfondava in Italia con il brano “Non voglio mica la luna” e intanto l’opinione pubblica americana, nonostante il successo delle missioni Apollo, era sempre meno interessata al satellite naturale. Fino a quando dal 1990 al 1994 la prima missione giapponese Hiten e quella americana Clementine hanno permesso la prima individuazione di tracce d’acqua sulla luna, rinnovando di fatto l’interesse.

Oggi siamo nel 2020 e la NASA con un pagamento di 199,5 milioni di dollari alla società Astrobotic di Pittsburgh ha già concordato l’atterraggio sulla luna del rover Viper (Volatiles Investigating Polar Exploration Rover), che nel 2023 andrà alla ricerca di acqua sulla luna. Lo scopo di questa missione è quello di fornire ulteriori informazioni per il programma Artemis previsto nel 2024, che ha come obiettivo a lungo termine quello di stabilire una presenza autosufficiente sulla luna, gettare le basi per società private per costruire un’economia lunare e infine mandare gli umani su Marte.

Nel 2023 i giorni a disposizione del rover Viper da 450 kg saranno un centinaio e in tale tempo il macchinario percorrerà molti chilometri e con i suoi 4 strumenti scientifici traccerà una mappatura delle risorse d’acqua presenti sulla luna, che chiaramente andranno ad influenzare le scelte future della NASA per i possibili luoghi di allunaggio.

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