Istanbul, la leggendaria cattedrale di Hagia Sophia torna ad essere una moschea

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“Salomone, ti ho superato”. Sono state queste le parole di Giustiniano, l’imperatore romano che commissionò la grande cattedrale Hagia Sophia nel cuore di Costantinopoli, ora Istanbul. Nel corso della sua storia la struttura è stata fonte di meraviglia e dibattito. Ora, la decisione del presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, di renderla nuovamente una moschea ha risvegliato molti dei fantasmi storici e religiosi. Completata nel 537, Hagia Sophia fu contemporaneamente il culmine dell’architettura della tarda antichità e il primo capolavoro bizantino.

L’elemento più notevole della struttura fu l’enorme cupola nel cuore dell’edificio. “Sembra non essere fondato su una solida muratura, ma essere sospeso nel cielo”, ha scritto il grande storico Procopius. Un millennio dopo, lo storico ottomano Tursun Beg rimase altrettanto sbalordito: “Una cupola che si contrappone alle nove sfere del cielo”.

Sotto la cupola ci sono 40 finestre attraverso le quali la luce del sole penetra all’interno, illuminando mosaici d’oro e evocando, sia per i credenti che per i non credenti, un senso di ineffabile mistero. Hagia Sophia fu la sede del patriarca ortodosso di Costantinopoli e il cuore spirituale di Bisanzio.

Dopo essere stata conquistata dagli ottomani, nel 1453, Costantinopoli divenne Istanbul e Hagia Sofia una moschea. Nel 1935, sotto la guida di Mustafa Kemal Atatürk la struttura venne trasformata in un museo. Le pietre, i pilastri e i mosaici di Hagia Sophia incarnano la complessità della storia turca ed europea, delle tradizioni cristiane e islamiche. La sua stessa esistenza è un rimprovero al tentativo di Erdoğan di ripulire la storia da quella complessità e di evocare un passato singolare e mitico con la decisione di far tornare l’edificio ad essere nuovamente una moschea.

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