Fuori i soldi!

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Con il trascorrere di questi giorni difficili il Governo continua a discutere quelle che potrebbero essere le ulteriori strette da mettere in pratica per affrontare l’emergenza coronavirus. Tutto ciò accadrà se nel giro di una settimana le misure imposte non avranno portato gli effetti desiderati dal punto di vista delle terapie intensive. Se l’andamento epidemiologico dovesse continuare a presentare queste cifre, il premier Conte potrebbe trovarsi costretto ad imporre un nuovo Dpcm con misure ancora più stringenti, consentendo l’uscita dalle abitazioni solamente per andare a scuola o a lavoro.

La questione che preoccupa il governo è la stessa del primo lockdown, ovvero quella legata al numero di terapie intensive disponibili. Proprio da questo punto di vista si sta lavorando per fornire dei tamponi rapidi alle farmacie e ai medici di famiglia, in modo da permettere a questi ultimi di avere delle risposte più tempestive nei confronti dei loro eventuali assisititi e ridurre la pressione all’interno degli ospedali.

Se nel giro di una settimana la situazione sarà ancora uguale a quella odierna e le misure non avranno avuto nessun effetto sull’andamento della curva, potrebbe scattare un coprifuoco alle ore 21. Una misura estrema che rappresenterebbe di fatto una nuova condanna per i ristoranti, che in tal caso sarebbero nuovamente costretti a chiudere. Proprio per questo motivo il premier Conte vorrebbe evitare di intraprendere questa via estrema, quindi tale opzione rimane momentaneamente messa da parte ma allo stesso tempo non è totalmente esclusa.

Chiudendo alle 21 gli spostamenti sarebbero chiaramente diminuiti, ma in questo caso anche locali e ristoranti diminuirebbero o andrebbero in crisi. La speranza in cui vogliono farci credere sarebbe quella di non arrivare alla soglia massima di terapie intensive fissata dal governo stesso, ovvero 2300 (il 30% dei posti totali), numeri che potrebbero far scattare un nuovo lockdown.

A questo punto l’unica speranza davvero concreta, tralasciando ciò che viene detto all’interno delle aule del governo, è quella che negazionisti e allarmisti la smettano di dare vita a battaglie ignoranti e show deprimenti, ma al contrario comprendano la necessità di allearsi nel chiedere ad ogni chiusura un risarcimento economico, ma non come presunti redditi o bonus concessi ai criminali con le Ferrari o ai membri della Lega. Soldi veri per famiglie, commercianti e imprenditori, che oggi rappresentano le categorie sociali che più di tutte si ritrovano al collasso, abbandonate dalle decisioni politiche.

Mi sembra chiaro che sarebbe facile replicare a questa tesi rievocando i milioni stanziati in questi mesi, ma risulta ancor più chiaro ormai agli occhi di tutti che tale messa in scena poteva essere credibile durante il primo lockdown. Ormai la gente è stanca di guardare in tv individui in giacca e cravatta vantarsi di aver stanziato più miliardi di tutte le altre galassie. Bisognerebbe fare attenzione a calpestare la dignità di chi non ha mai visto un solo euro da redditi o bonus ma, al contrario, ha seguito la saggia via del “chi semina raccoglie”. Il mondo è pieno di gente che non ha più nulla da perdere e qualcuno dall’alto delle sue poltrone dovrebbe darsi una mossa.

 

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