Coronavirus, domani il nuovo Dpcm: stop agli spostamenti tra regioni e coprifuoco ulteriormente anticipato

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I nuovi casi di coronavirus iniziano a preoccupare il Governo, che fino a ieri affermava di voler attendere una settimana per vedere quanto le misure dell’ultimo Dpcm dello scorso 24 ottobre avessero potuto incidere sui dati giornalieri. Eppure i quasi 32mila contagi di ieri, accompagnati da ben 297 morti in sole 24 ore, avrebbero spinto il premier Conte ad imporre una netta accelerata sulle nuove misure, motivo per cui il nuovo decreto potrebbe essere definito nella giornata odierna e annunciato ufficialmente già da domani.

Tra oggi e domani Conte avrà un lungo confronto con le Regioni e con il Comitato Tecnico Scientifico per discutere i possibili provvedimenti da mettere in pratica e fermare la curva dei contagi. Da questo punto di vista si parla già di divieto di spostamento tra regioni, chiusura dei centri commerciali nel fine settimana, ulteriori limitazioni per le altre attività commerciali e coprifuoco anticipato ulteriormente alle 20 o alle 21.

Il premier avrebbe cercato anche di instaurare un dialogo con le opposizioni, dopo essere stato accusato più volte di rendere partecipe delle sue decisioni solamente la maggioranza, mettendosi in contatto con i presidenti della Camera e del Senato, con Matteo Salvini, con Giorgia Meloni e con Silvio Berlusconi.

Eppure nonostante le accuse delle opposizioni, queste ultime avrebbero rimandato al mittente la proposta di dialogo con Conte, in modo da non risultare coinvolte nei provvedimenti dell’attuale governo, anche se tale decisione risulta molto discutibile vista la situazione di emergenza sanitaria che stiamo attraversando e visto anche il modo in cui negli ultimi mesi le opposizioni stesse si lamentavano di non essere rese partecipi delle decisoni del governo Conte, che come al solito nella giornata odierna si confronterà ancora una volta con il Comitato Tecnico Scientifico.

Dunque dopo i due Dpcm del 13 e del 18 ottobre, Conte ha instaurato l’ennesimo dialogo con le Regioni per discutere eventuali misure alternative al lockdown, fino ad arrivare all’ultimo decreto che è stato firmato il 24 ottobre e che ha portato scontri, proteste e disaccordi. Adesso la situazione diventa ancora più delicata, con il premier che nella giornata di domani si appresta firmare il quarto Dpcm in meno di un mese. Le misure attualmente in vigore vedono la chiusura dei locali alle 18, lo stop a cinema e teatri e il coprifuoco in tutta Italia (in alcune regioni alle 23, in altre alle 24).

Intanto Roberto Speranza, Ministro della Salute, si è detto molto preoccupato dell’aumento esponenziale della curva epidemiologica, ribadendo che: “troppa gente è ancora in giro e i dati relativi ai contagi sono terrificanti. Abbiamo 48 ore per una stretta”. Parole che ci fanno comprendere come le nuove misure siano ormai imminenti, con le strutture economiche e sanitarie che stanno andando definitivamente al collasso.

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