“I lose my baby”. L’ennesimo viaggio alla ricerca della felicità

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Nella mattinata di oggi è stata segnalata dall’organizzazione Alarm Phone un’imbarcazione composta da 70 migranti a sud di Lampedusa. La segnalazione è stata accompagnata da un appello lanciato attraverso Twitter: “le autorità italiane sono informate, non ritardate i soccorsi!”.

Dopo il recente naufragio, che ha visto morire 6 migranti compreso un bambino di soli 6 mesi, la questione legata all’immigrazione diventa sempre più insidiosa da gestire per le autorità e il caso odierno non fa altro che aggravare ancora di più una situazione già complessa. Intanto nella giornata di ieri ci sono state delle immagini che hanno fatto il giro del mondo, legate alla tragedia vissuta da questa povera madre.

“I lose my baby”, diceva la madre all’interno di un video uscito in tutti i tg, registrato dopo gli interventi di salvataggio da parte dell’equipaggio della nave Ong “Open Arms”. La madre, soccorsa insieme ad un altra donna incinta, è stata portata in salvo tra le lacrime. In fondo è come se una parte di lei fosse morta in quel momento, una parte che la donna aveva deciso di portarsi dietro nel suo viaggio verso la felicità, fuggendo, come tanti, da qualcuno o da qualcosa. Dietro il fenomeno dell’immigrazione c’è la storia dell’uomo, che va oltre le leggi e le istituzioni, nate solamente in un secondo momento.

Fino a quando ci sarà qualcuno che avrà bisogno di fuggire da qualcosa, ovvero sempre, il problema dell’immigrazione rimarrà una costante destinata a camminare perennemente in parallelo a qualunque periodo storico, anche in quello odierno, dove ci troviamo ad affrontare una pandemia mondiale.

Non si tratta di dare ragione a chi è favorevole all’accoglienza o no, si tratta di GESTIRE LA SITUAZIONE CON RIGUARDO E ATTENZIONE, poiché bisogna a anche pensare che sopra quei barconi ci sono persone, gente come noi con la speranza che il domani possa essere sempre migliore, una speranza tramandata nella storia attraverso la musica, il cinema e ogni forma d’arte. Una speranza verso la ricerca della felicità e di un futuro migliore, perché noi non siamo tanto diversi da loro, siamo persone con il diritto di sognare e avere sempre una chance, senza lasciar decidere a qualcuno se siamo dentro o siamo fuori, se siamo bianchi o siamo neri o se siamo “degni” di entrare a far parte di un mondo che qualcuno ha deciso di fare suo e che in realtà appartiene solamente alla natura.

 

 

 

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