Il piano del governo per salvare il Natale

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La data del 4 dicembre è sempre più vicina e il governo, una volta scaduto l’ultimo Dpcm imposto, che ha suddiviso l’Italia in fasce di pericolosità di contagio, avrà il compito di imporre delle nuove regole in vista delle festività natalizie e del capodanno. Un possibile allentamento delle regole in vigore vede dietro l’angolo il rischio di far risalire nuovamente la curva dei contagi e proprio per questo motivo Sandra Zampa, sottosegretaria alla Salute, ha affermato che: “saremo molto severi, non possiamo permettere che si ripeta il film dell’estate. Si contrasteranno in tutti i modi eventuali pulsioni ad aprire dei governatori”.

Per quanto riguarda le scuole, non ci saranno particolari cambiamenti e per i licei rimane la didattica a distanza almeno fino al 7 gennaio, con le università che continueranno a rimanere chiuse. A partire dal prossimo 4 dicembre l’orario dei negozi potrebbe essere prolungato fino alle 22, in modo da garantire una minore affluenza ed evitare file agli ingressi. I centri commerciali potrebbero rimanere aperti durante il fine settimana, rispettando chiaramente lo scaglionamento agli ingressi.

Per quanto riguarda le zone gialle, locali, bar e ristoranti potrebbero riaprire anche la sera, sempre con un massimo di 4 persone a tavolo, ma tale deroga potrebbe non essere valida nei giorni di festività. Sotto questo aspetto, il ministro Speranza ha affermato più volte di essere contrario, motivo per cui al momento è esclusa anche l’apertura a pranzo nelle zone arancioni.

Per quanto riguarda gli spostamenti tra regioni, da un lato c’è la volontà di permettere ai familiari di rivedersi durante il periodo natalizio, ma dall’altro c’è la paura che consentire gli spostamenti possa diventare un fattore di rischio per quanto riguarda la questione contagi. Proprio per questo motivo il governo sta studiando al momento un piano che possa garantire una via di mezzo da questo punto di vista. Per quanto riguarda invece la suddivisione delle zone di rischio, per favorire il passaggio di alcune regioni in fascia gialla, potrebbe essere concordata la chiusura di alcune aree dove il numero di contagi è più alto e dove di conseguenza le strutture sanitarie sono più in affanno.

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