Possibili scenari per il 2023: come l’Italia si avvicina alle prossime elezioni

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Quando si pensa al futuro politico dell’Italia in vista delle prossime elezioni del 2023 è difficile inquadrare uno scenario certo. Gli eventi degli ultimi anni hanno reso l’attuale contesto ricco di nodi e ipotesi e mentre il periodo pandemico sembra essere appartenuto ad un lontano passato e che i No Vax erano solo individui inesistenti creati dai media per fare allarmismo, la ripresa economica ha visto una leggera crescita nel 2021 per poi accartocciarsi di nuovo con la guerra in corso, con gli equilibri geopolitici mondiali che intimoriscono tutti e che producono nelle nostre coscienze sempre più incertezze. 

In un contesto del genere, ricco di scenari che cambiano ogni giorno, il problema degli italiani è lo stesso da anni perché ci ritroviamo in un governo che viene criticato dalla maggior parte dei partiti che l’ha voluto, facendo opposizione a sé stessi persino quando si tratta di decidere se sia il caso di inviare o meno armi all’Ucraina. Intanto il 2023 non è per niente lontano e i sondaggi in questo momento parlano dell’avanzamento di due partiti che sono praticamente agli antipodi: Partito democratico e Fratelli d’Italia, che si contenderanno il governo alle urne. A questo punto in un possibile scenario immaginare una convergenza sul bipolarismo tra i due partiti non è però così difficile. Del resto se in passato abbiamo assistito a coalizioni che hanno visto insieme Movimento 5 stelle e Lega, risulta chiaro che possiamo aspettarci di tutto.  

Sia Giorgia Meloni che Enrico Letta devono porsi fin da subito la domanda su come gestire i possibili risultati delle prossime elezioni, dove si contenderanno dei ruoli importanti anche Salvini, Conte e Berlusconi. Inoltre oggi i centristi in Parlamento giocano un ruolo fondamentale e l’unico modo per neutralizzare questo fenomeno sarebbe quello di cambiare la legge elettorale in senso proporzionale. Negli ultimi tempi di convivenza forzata tra i partiti dell’attuale governo di unità nazionale, con Giorgia Meloni unica all’opposizione, ci sono stati sempre problemi di dialogo quando si trattava di prendere delle decisioni. Sotto questo ultimo aspetto l’esempio perfetto lo troviamo quando si è trattato di decidere il nuovo Presidente della Repubblica, situazione in cui i partiti, non essendo riusciti a giungere ad un accordo, hanno optato nuovamente per Sergio Mattarella. Questa scelta rappresenta chiaramente una mancanza di coraggio, una decisione conservatrice, che rappresenta l’incapacità di avere un’intesa. 

Le partite che porteranno al prossimo futuro politico saranno fondamentalmente due e si giocheranno prima e dopo il voto. Se da un lato la decisione dei cittadini avrà un ruolo importante, i meccanismi politici innescati dal voto saranno decisivi. In un articolo de “Il Sole 24 ore” si legge che in questa legislatura ci sono stati 304 cambi di casacca per 214 parlamentari:143 deputati e 71 senatori e per molti di questi il cambio non è stato solamente uno. Questi numeri ci dimostrano anche un netto aumento rispetto alla legislatura precedente e i partiti che escono più danneggiati da questi cambi di casacca sono stati il Movimento 5 stelle (-99), Forza Italia e Pd (-35), mentre i gruppi che hanno beneficiato maggiormente di questo fenomeno sono stati Italia Viva (+44) e Coraggio Italia (+21). Alla fine il Gruppo misto è quello che invece ha acquistato più unità sia alla Camera che in Senato. A questo proposito “Openpolis” in un report ha spiegato come mai si tende a passare principalmente nel Gruppo misto: “ciò può avvenire per diverse ragioni, non ultima quella di evitare un passaggio diretto tra formazioni diverse che potrebbe apparire eccessivamente traumatico agli occhi di colleghi ed elettori. In questi casi l’iscrizione nel gruppo misto ha un valore meramente transitorio. Tuttavia questo rappresenta un cambio di gruppo a tutti gli effetti e come tale va considerato”. Aggiungendo una ulteriore considerazione al concetto spiegato nel report, ogni parlamentare sulla base dei sondaggi può calcolare in anticipo quale casacca vestire per avere un posto in maggioranza. 

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