Pezzi di storia all’asta fallimentare

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Con quattro milioni e 817mila euro ci si può comprare un vero e proprio castello, come quelli delle favole. Ma per le tasche più sofferenti ci sono anche 130 metri quadrati di bosco ceduo, con annesso edificio in stato di abbandono, da acquistare alla modica cifra di euro 23.
C’è davvero di tutto e di più, nella gigantesca infornata di aste giudiziarie che andranno in scena nei prossimi mesi – tra febbraio e marzo – negli uffici del Tribunale fallimentare di Grosseto. Ben 146 “occasioni” immobiliari, frutto di vicende poco allegre: fallimenti, appunto, storie imprenditoriali finite male, con i beni aziendali ancora disponibili che vengono venduti dalla curatela per risarcire – fin dove è possibile – i creditori dei soggetti falliti.
Nel calderone delle offerte si trovano davvero “oggetti” di ogni genere. Chi ha un po’ di liquidità disponibile (si parla di somme difficilmente inferiori al milione di euro), potrà accaparrarsi fabbriche, capannoni industriali, aziende agricole con annesso maneggio, sontuosi appartamenti e belle villette a Grosseto o a Follonica. Ma anche terreni agricoli, garage e negozi.
L’elenco è sterminato, e c’è qualcosa per ogni città o paese della provincia di Grosseto. Ma fra i tanti “pezzi” che a breve andranno all’asta, ce ne sono alcuni che si fanno notare più degli altri. Perché sono edifici a modo loro storici o famosi, o perché arrivano all’incanto da fallimenti che tanto clamore hanno destato in Maremma.
Monte Antico. Primo fra tutti, certamente, è il Castello di Monte Antico, lo stupendo complesso che svetta su un colle tra Paganico e la Val d’Orcia. Acquistato ormai una ventina d’anni fa da una famiglia romana, ristrutturato e trasformato in albergo e ristorante, adesso è lì, che attende compratori. Non sarà facile, visti i prezzi da capogiro dai quali parte l’asta: il 5 marzo, per esempio, scade il termine delle offerte per l’intera struttura ricettiva alberghiera, insomma, il grosso del complesso del Castello di Monte Antico; e per cederla, il Tribunale chiede appunto 4 milioni e 817mila euro. Tanto? Sicuramente non troppo, vista la meraviglia dell’antico borgo, che si può ammirare su Internet, nelle foto accluse all’avviso d’asta raggiungibili attraverso il sito www.astegiudiziarie.it. In ogni caso, se quasi 5 vi sembran troppi, con poco più della metà (2 milioni e mezzo di euro) potrete mettere le mani – sempre il 5 marzo – sul ristorante del Castello, quattro livelli i più alti dei quali attrezzati per far dormire gli ospiti. Ma attenzione: se davvero vi ci volete infilare, nel “sogno” di Monte Antico, ecco tre opportunità dal costo quasi umano. Un appartamento nel borgo, 55 metri quadri a base d’asta 170mila euro; un appartamento nella Casa delle Guardie, 148mila euro; o un locale commerciale nel borgo, che costa solo 76mila euro.
Ex Marraccini. Altro pezzo di storia all’asta, ma questo nel cuore di Grosseto, è il palazzo ex Marraccini. In vendita, per ingiunzione del creditore Banca della Maremma, vanno uno splendido appartamento e il famoso fondo commerciale a fianco del cinema oggi chiuso. L’appartamento (base d’asta 400mila e 300 euro) è quello che gode probabilmente del più bell’affaccio sulle Mura Medicee che si conosca in Grosseto; anche se la terrazza risulta ad oggi gravata da un diritto di passaggio sul quale è aperto un ulteriore contenzioso legale. Il fondo commerciale, invece, 46 metri quadri, è in vendita per “appena” 130mila e 700 euro. A due passi da piazza Dante potrebbe essere quanto mai appetibile, ma anche in questo caso la faccenda è complicata da un contratto pluriennale di locazione. Per questi oggetti le domande vanno presentate in Tribunale entro il 19 febbraio. Comunque sia, affari o no, con questi due “pezzi” all’asta sembra cominciare lo smembramento di uno degli edifici storici più importanti della città, mentre ancora resta un’incognita il futuro dell’adiacente ex cinema. Sul quale avevano messo gli occhi il Comune e la Provincia, poi la Banca della Maremma, e che adesso è lì, chiuso, in attesa di capire se tornerà a vivere come spazio di cultura, come galleria commerciale o (ma quest’ipotesi appare difficilissima) come palazzina residenziale.
Fontemura. Infine una curiosità: al Tribunale di Grosseto (scadenza delle domande fissata al 19 febbraio) sono in vendita anche “fette” di Appennino aretino. Sono i terreni e le strutture della ex Fontemura spa, la fabbrica di acque minerali fallita – non senza clamori e strascichi giudiziari – proprio a Grosseto nel 2003. Per un fabbricato industriale di 5mila metri quadri servono 1 milione e 595mila euro, per una villetta alle soglie del bosco ne bastano 111mila.
E.G.

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