Sgominata banda di falsari

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Anziché sequestrare subito borse e cinture esposte sulla Passeggiata di Viareggio o in vendita sulle spiagge di Forte dei Marmi hanno preferito puntare all’anello precedente della catena dei falsi e capire dove gli ambulanti andavano a rifornirsi. E così gli uomini della Guardia di Finanza di Viareggio – dopo averli seguiti per giorni e giorni – hanno finalmente scoperto i grossisti che li rifornivano. Individuando un magazzino di pelletteria a Marina di Massa gestito da un commerciante cinese e un laboratorio sartoriale a Marina di Carrara di cui era responsabile un cittadino senegalese. L’operazione è iniziata nel mese di giugno, quando i finanzieri hanno cominciato a tenere sott’occhio alcune decine di venditori ambulanti tutti specializzati nella vendita di borse e capi d’abbigliamento con marchi contraffatti di note griffe italiane e straniere per studiare i loro movimenti. Tracciandone gli spostamenti, i finanzieri hanno dapprima individuato a Marina di Massa un’impresa che commercializzava articoli di pelletteria contraffatti di particolare pregio nascosti in un magazzino occulto. Nel corso delle perquisizioni effettuate sia all’interno della ditta che nell’abitazione del titolare sono stati recuperati oltre ventimila prodotti recanti griffes di note case di moda italiane ed estere. Il titolare dell’esercizio commerciale – L.P., ventotto anni, di origini cinesi – è stato invece denunciato a piede libero. Ancor più interessante, invece, la scoperta fatta dalle Fiamme gialle a Marina di Carrara. Qui i finanzieri hanno trovato un locale adibito a deposito di prodotti contraffatti che funzionava però anche da vero e proprio lavoratorio di sartoria all’interno del quale venivano ultimati i capi d’abbigliamento e di pelletteria destinati alla vendita in spiaggia applicandone delle etichette a caldo oppure cucendone i marchi in pelle. Il responsabile del magazzino-laboratorio – S.N., trentasei anni, di origini senegalesi – è stato denunciato. Sotto sequestro sono finiti invece oltre 8300 prodotti contraffatti e, in particolare, pantaloni, maglie, giubbotti, camicie di marche prestigiose come Napapjiri, Lacoste, Prada, Diesel, Belstaff. Nel corso dell’operazione, che ha portato anche alla denuncia di sette senegalesi, sono state perquisite anche alcune abitazioni dove abitano i venditori e dove sono state recuperate altre quantità meno rilevanti di merce con marchio contraffatto. «Nel corso delle indagini – hanno spiegato il comandante provinciale della Guardia di finanza, Antonio Leone, e il comandante della compagnia di Viareggio, Pasquale Arena – abbiamo potuto riscontrare come la vendita al dettaglio sia generalmente affidata a venditori senegalesi o comunque africani, mentre i grossisti sono per lo più cinesi». L’obiettivo dei militari è adesso quello di riuscire a individuare ed intercettare i canali di approvvigionamento che partono in gran parte dalla Cina e raggiungono (spesso via mare) l’Italia.

Claudio Vecoli, da “Il Tirreno”, ago.2009

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