Portoferraio, hanno superato l’esame però l’Asl non le assume

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Aspettano da quattro anni. Hanno fatto dei sacrifici, sia professionali che personali, per ottenere una qualifica con tanto di diploma. Ma all’interno dell’ospedale non hanno mai messo piede, eccetto che per il periodo di tirocinio.

Nemmeno l’ombra di un contratto precario. Quando invece era stato loro assicurato che dopo il corso le aspettava un posto di lavoro sicuro «visto che in continuazione – raccontano – politici e amministratori ripetono la stessa storia: manca personale elbano per far funzionare l’ospedale».

Sono un gruppo di 18 giovani donne, tutte elbane, che alcuni anni fa hanno seguito un corso di formazione dell’Asl per diventare Oss, operatori socio sanitari. Un corso identico a quello per il quale ieri si sono chiuse le iscrizioni: mille euro a testa, 90 posti in tutta la provincia, 30 all’Elba. Con un obiettivo: formare personale locale. «Ma il personale elbano c’è già – racconta Micaela Rosi, una delle ragazze del gruppo di Oss elbane – siamo in graduatoria e aspettiamo da quattro anni di essere chiamate. Ora fanno un altro corso, peraltro costoso. Per cosa? Illudere altre persone come noi?». Per lavorare sono state costrette a rivolgersi al privato «ma ci sono altre persone – raccontano – che hanno speso soldi per fare il corso, hanno avuto rassicurazioni sull’assunzione e ora sono senza lavoro».

«Per il corso – spiega una giovane mamma di Rio – ho lasciato il mio precedente impiego, non ho guadagnato un centesimo per un anno e visto che sono divorziata sono riuscita a mantenere me e mio figlio solo grazie ai miei genitori. Ora lavoro con un ente privato, ma dall’Asl nessuna chiamata». Del gruppo fa parte un’Oss elbana che il corso lo ha seguito a Cecina nel 2004. «Mi sono alzata alle 4 di mattina per un anno – spiega – ho speso 600 euro per il corso, ho sacrificato la mia famiglia nella convinzione, come mi era stato detto, di trovare lavoro in ospedale: di elbani ce n’era bisogno. Risultato? Sono in graduatoria da cinque anni ma nessuno mi ha chiamata». Uno dei motivi è che per ottenere un punteggio più alto in graduatoria e avere la possibilità di lavorare in ospedale occorrono esperienze nella pubblica amministrazione. «Ma se non ci chiamano – conclude Micaela – come possiamo fare esperienza?».

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