Navi dei veleni, è allerta

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Nave dei veleni? Mare dell’Elba inquinato? Prima riscontri oggettivi della magistratura; poi contromisure a cominciare da meticolose mappature del mare per individuare eventuali relitti per evitare inutili allarmismi. Posizione chiara quella dei sindaci elbani, Barbetti e Bosi, ma anche di Legambiente. Tutto dopo le dichiarazioni del pentito della’nrangheta Francesco Fonti secondo il quale una nave sarebbe stata fatta “sparire” nel tratto di mare a largo di Livorno, tra la Capraia e La Spezia. Qualcosa di più di un sospetto anche alla luce di alcune segnlazioni degli anni passati che indicavano strani movimenti in mare anche se molto distanti dalle coste elbane, qualcosa come 18 miglia a nord-ovest dell’Elba, come dire fra Livorno e Capraia. «L’Elba non corre nessun pericolo d’inquinamento marino – dice Umberto Mazzantini, portavoce di Legambiente dell’arcipelago toscano – Le coste isolane e quelle dell’arcipelago sono integre, ma è il mare il vero problema. In un Paese come il nostro in cui non esiste nessun impianto industraile capace di trattare rifiuti speciali tant’è che li mandiamo a “smaltire” in Germania, ora abbiamo scoperto la via più facile, economica per disfarsi di certi ingombranti fusti tossici: buttarli al largo in mare. Corriamo il rischio di trasformare il Mediterrano, in una grande pattumiera». L’allarme è scattato anche in Toscana. «Non è la prima volta che succedono episodi del genrere – dice ancora Mazzantini – Legambiente arcipelago già l’estate scorsa ebbe a denunciare un cargo con bandiera maltese sorpreso da alcuni ambientalisti tedeschi a gettare in mare a 18 miglia a largo dell’Elba dei container. Tutto questo in barba al Santuario dei cetacei e alla riserva marina più grande d’Europa». Livello di guardia alzato. «L’ipotesi è allarmante – dice il sindaco di Rio Marina, Francesco Bosi – ma in questi casi come in altri similiri è necessario fugare qualsiasi dubbio e sospetto. Verifichiamo la fondatezza e la veridicità di quanto dichiarato e poi adottatiamo le misure necessarie per far fronte al nuovo caso. Non si può vivere nel dubbio e stare alla mercé dei mestieranti che vivono sul sentito dire. Verifichiamo e poi agiamo». Anche Ruggero Barbetti, neo presidente della Comunità del parco dell’arcipelago e riconfermato alla guida del comune di Capoliveri chiede un immediato riscontro oggettivo delle affermazioni. «Prima di tutto si indaghi – conclude – Si facciano dei monitoraggi sul fondale marino per acclarare quanto dichiarato. Operiamoci con i nostri mezzi affinché il nostro mare non sia trasformato come una enorme discarica».