Il canone non era dovuto Rimborsi per la depurazione

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Un canone che non andava pagato. Almeno da quasi metà degli elbani. La tassa, o meglio il canone di depurazione dovrà esere restituito nei comuni dove il servizio non viene svolto. Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha firmato il decreto di attuazione.
Quello che di fatto stabilisce i criteri per la restituzione delle somme indebitamente versate dagli utenti per il canone di depurazione delle acque nonostante la mancanza degli impianti di depurazione o la loro inattività temporanea. E per l’Elba non è certo cosa da poco. Il servizio è carente in molte parti. A Marciana Marina, per esempio, non esiste nessun impianto di depurazione. Ma senza impianti di depurazione anche San Piero. Poggio e Marciana ma anche altre frazioni sono sì collegate ma non sono funzionanti gli impianti per la depurazione. Per non parlare di pretrattamento. Non esiste nel sistema depurativo di Campo nell’Elba, Pomonte, Sant’Andrea, Colle D’Orano, Procchio, Viticcio, Scaglieri, Nisporto, Rio Marina, Cavo, Lido di Capoliveri, Naregno e persino al carcere di Porto Azzurro. Ben il 60 per cento dell’Elba insomma. Ma gli utenti hanno pagato e ora dovranno essere rimborsati con retroattività fino all’ultimo quinquennio come dire come dire circa 800 euro. In totale quasi un milione di euro, che dovranno essere restituiti ai Comuni che, a loro volta, dovranno destinarli ai rimborsi. Centinaia di utenti che potranno ora riavere (sempre che ne facciano richiesta) quanto da loro ingiustamente avuto. Rimborsi retroattivi per quote di bollette come del resto aveva già a suo tempo stabilito una sentenza della Corte costituzionale, che aveva dichiarato illegittimo il pagamento del canone di depurazione o fognatura quando gli utenti non sono allacciati. Vale il concetto della tariffa legata strettamente al servizio. Alle restituzioni provvederanno per legge i gestori del servizio, che tra l’altro saranno tenuti a rendere disponibili agli utenti i dati relativi alla effettiva erogazione del servizio di depurazione attraverso forme di pubblicità sia on-line che nella bolletta, così da garantire trasparenza nelle operazioni di restituzione e informazione costante sull’impiego degli introiti tariffari nella costruzione e nel completamento degli impianti di depurazione.

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