Case da gioco, il decreto della Brambilla mette a rischio il progetto di Porto Azzurro

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Il casinò all’Elba? Si può fare, purché si appoggi a strutture alberghiere a 5 stelle. Solo hotel di questo tipo potranno diventare sale da gioco al loro interno. È quanto si legge nel decreto legge sul rilancio del «Sistema Italiano» redatto dal ministro Michela Brambilla. E nonostante all’Elba non esistono strutture di questo tipo Porto Azzurro non desiste. Per la seconda volta il consiglio comunale di Porto Azzurro ha avanzato la candidatura ad ospitare, all’interno del suo territorio, una casa da gioco. «Noi crediamo nella proposta e oggi più di ieri – afferma il sindaco, Maurizio Papi – andremo avanti per realizzarla». Magari, soluzione non ufficializzata ma nemmeno smentita, costruendo un albergo a cinque stelle. La scelta di consentire l’apertura dei casinò va ricercata, secondo quanto si legge nelle motivazioni della Brambilla, nel fatto che si vuole rendere più competitiva, al passo degli altri paesi europei (soprattutto quelli che si trovano nell’immediate vicinanze dell’Italia, si veda la Croazia, per esempio) l’offerta alberghiera italiana, almeno quella di lusso. Non solo. «Prevedere delle sale di gioco d’azzardo all’interno di strutture alberghiere – si legge nella relazione del ministro – eviterà il proliferare di casinò di indubbia gestione e, allo stesso tempo, limiterà l’accesso al gioco solo agli ospiti della struttura medesima che l’accoglie». Ennesima limitazione per il progetto che era stato confezionato dalla giunta Papi? «È presto per rispondere – dice il sindaco – costituiremo una commissione cui affideremo il compito di esaminare la situazione e di conformare la nostra richiesta a quanto contenuto nel pacchetto del decreto legge».

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