Toremar, il punto debole è la flotta

0
173

Il vero punto debole è la flotta. Navi vecchie e di scarso valore. Poco più di 8milioni di euro. E un po’ preoccupa anche il trend negativo sul fronte dei passeggeri (30mila in meno nel 2008 rispetto all’anno precedente) e la riduzione dei viaggi (oltre 520 corse in meno in 12 mesi). Eppure Toremar può essere un’affare. Nonostante i limiti dimostrati in questi anni. E’ quanto emerge dalla relazione della Corte dei Conti sull’ultimo bilancio del gruppo Tirrenia. Un esame dell’andamento finanziario che costituisce la base per impostare le linee guida per la privattizzazione del gruppo e delle consociate. Attività e traffico. Note dolenti per quanto riguarda i numeri dei passeggeri, dei viaggi e delle miglia percorse. Il bilancio 2008 si chiude, praticamente su tutti i fronti, con un segno meno. Meno 6,1% nei viaggi (con la cancellazione di 522 corse), meno 3,6% nelle miglia percorse (che si fermano, nel 2008, a 231mila), meno 1,7% sul fronte dei passeggeri (con 30mila viaggiatori che non sono partiti con Toremar). Nonostante ciò i segnali per l’anno in corso lasciano ben sperare. E’ vero che alcune navi sono rimaste a lungo ferme (vedi il caso dell’aliscafo da oltre 2 mesi in riparazione). Ma almeno nel periodo estivo – con particolare riferimento ad agosto e settembre – si registra un tendenziale aumento dei passeggeri. La flotta. Quello della manutenzione delle imbarcazioni è un tasto dolente. La frequenza dei guasti dimostra che negli anni si è fatto poco per mantenere vitali le navi, tutte piuttosto vecchiotte (l’età media è di 24,6 anni). Una situazione che giustifica lo scarso valore della flotta: appena 8milioni e 269mila euro (il valore residuo al 31 dicembre dello scorso anno). E forse fa capire perché la Regione, come più volte ribadito dall’assessore Riccardo Conti, non abbia intenzione di farsene carico privatizzando la compagnia al 100% e attivando, semmai, i fondi necessari al rinnovo delle navi. Il bilancio. Nonostante questo Toremar è una delle consociate del gruppo Tirrenia che gode di miglior salute sotto il profilo finanziario. Nel 2008 la compagnia ha potuto contare su 13milioni e 400mila euro di contributi pubblici per garantire i servizi di continuità territoriale. A ciò si aggiungono ulteriori ricavi per oltre 25milioni di euro. Il valore complessivo della produzione è pari a 41milioni e 263mila euro, qualcosa di più dell’anno precedente. E superiori al 2007 (a causa del caro carburante) sono anche i costi di produzione: oltre 37milioni di euro, 12 dei quali per il personale che costa a Toremar mediamente il 24% in più delle compagnie di navigazione private. Posto che il trend economico resti di questo tipo il privato che acquisterà la compagnia potrà contare non su 13 ma su 15 milioni di euro di contributo pubblico per i servizi, che (sarà la volta buona?) potrebbero anche essere incrementati. Molto dipenderà, è ovvio, anche da come saranno gestiti i debiti: 7milioni l’indebitamento finanziario complessivo e ben 19milioni i crediti che la società vanta nei confronti, perlopiù, delle consociate. Una cifra enorme che ovviamente nessuno si augura si trasformi in un debito con le banche in caso di insolvenza delle società debitrici.