L’inps di Pisa, più che raddoppiate le richieste d’indennità

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Più che raddoppiate in due anni. Sono le richieste di disoccupazione ordinaria arrivate all’Inps per Pisa e provincia da parte di lavoratori licenziati. Un altro indicatore di una crisi economica che continua a farsi sentire, non molla la presa e non si è smorzata nemmeno a fine anno. I numeri ribadiscono l’allarme occupazionale. Le richieste di disoccupazione ordinaria erano state 5.990 nel 2007 e 8.036 nel 2008, balzando a 12.424 nel 2009.
Nell’ultimo anno sono quindi aumentate di circa il 55% rispetto ai dodici mesi precedenti. Un’impennata del 107% se rapportata al 2007.
Le cifre della disoccupazione con requisiti ridotti sono più contenute, anche se l’incremento è confermato: 3.189 nel 2007; 3.684 nel 2008; 4.381 nel 2009.
Da considerare che non tutte le richieste di disoccupazione vengono accettate, e questo accade ogni anno. Spesso mancano i requisiti oppure non sono indirizzate alla giusta sede Inps. Nel 2009, le domande accolte sono state 9.393, circa il 75%: in altre parole, respinta una richiesta su quattro.
Nel corso dell’anno la maggiore concentrazione di domande di disoccupazione si è avuta nei primi tre mesi (picco a marzo con 1.252). Poi un piccolo rallentamento (718 a giugno). All’inizio dell’estate però c’è stata una nuova escalation: 1.426 richieste a luglio (il record a livello mensile). E altro sprint è avvenuto in autunno, con 1.372 richieste ad ottobre e 1.017 a novembre.
Un carico di procedure che ha avuto riflessi anche sull’organizzazione degli uffici dell’Inps. Nei mesi scorsi, per far fronte alle nuove esigenze, alcuni impiegati del settore assicurato pensionato e della gestione amministrativa sono stati dirottati al reparto prestazioni. Inoltre sono stati messi in servizio sette lavoratori interinali nelle sedi di Pisa e Pontedera. «Dovevamo in qualche modo dare una precedenza a questa utenza particolarmente bisognosa», commenta la direttrice dell’Inps, Sandra Teresa Serrelli.
Anche per la nuova distribuzione del lavoro, l’istituto sta preparando una riorganizzazione interna. Nell’ultimo biennio dalle sedi pisane sono andate in pensione quasi 30 persone, senza che venisse attivato il turn-over.
È un processo in atto a livello nazionale. Il blocco delle assunzioni è in corso e concorsi in vista non ce ne sono. «Per ora abbiamo tenuto l’impatto – dice la dottoressa Serrelli – e confidiamo per un sostegno nella mobilità di personale tra enti».
Intanto l’onda lunga della crisi economica non sembra essersi ancora arrestata. Un affidabile parametro di valutazione è offerto dal numero delle aziende che fanno richiesta di poter utilizzare lo strumento della cassa integrazione straordinaria guadagni (Cigs) in deroga. Un nuovo ammortizzatore sociale approvato nello scorso anno dal governo, in deroga alla normativa vigente e che, secondo un accordo quadro firmato in Regione lo scorso 23 novembre, potrà essere utilizzato dalle aziende anche nel 2010, fino a complessivi 180 giorni da utilizzare in dodici mesi.
Proroghe fino a 360 giorni sono previste per quei lavoratori (ma serve l’autocertificazione dell’azienda) che sono stati a casa già 180 giorni.
Ebbene, dal 1º novembre al 31 dicembre in provincia di Pisa ben 210 aziende hanno chiesto la cassa in deroga per i loro lavoratori.

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