I sindaci elbani disertano (in sala 2 su 8) la presentazione del libro di Tozzi

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Portoferraio (Isola d’Elba) – «Se non fosse per il mio ruolo di presidente della comunità del Parco oggi non sarei qui, non nella veste di sindaco dopo quello che ho letto delle dichiarazioni di Tozzi». Esordisce così, il sindaco di Capoliveri, Ruggero Barbetti. E in tanti devono averla pensata come lui perché alla presentazione dell’ultimo libro di Mario Tozzi, presidente del Parco dell’Arcipelago, mancavano all’appello almeno sei sindaci isolani.
Magari non tutti hanno dato forfait per dimostrare la propria contrarietà alle considerazioni di Tozzi sugli elbani e su quel «gorillaio» rappresentato dai suoi amministratori, come lo definisce nelle pagine di “Nel nome del Parco, un anno sull’Arcipelago” (edito da Effegu). Di sicuro, però, chi ha partecipato a Tozzi non le ha mandate a dire. Perché l’immagine di un’isola affetta da «bulimia costruttiva», dove i residenti d’estate dormono sulle amache pur di affittare ai turisti ogni metro quadro del territorio, dove «si racconta venissero condonate – scrive il presidente dell’ente – abitazioni non ancora esistenti e perfino autobus a due piani, purché provvisti di bagno», per gli amministratori e i politici dell’isola non corrisponde alla realtà. Peggio: è un danno per il territorio e per lo stesso Parco, oggi ancora più lontano dai residenti rispetto al passato.
«Non ho offeso nessuno – precisa il presidente del Parco – con un po’ di ironia e anche con toni provocatori ho voluto sollecitare un dibattito, tornare a far parlare del modello di sviluppo di questo territorio che amo e che rischia di fare la fine di Malta. L’idea del trasferimento degli elbani in Montenegro? Una battuta, oltretutto non mia, l’ho presa in prestito da Umberto Mazzantini di Legambiente».

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