Arcipelago della Toscana, stop alle trivellazioni in mare

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 Stop alla attività di ricerca ed estrazione di petrolio nella fascia marina di 5 miglia lungo l’intero perimetro costiero nazionale.
 Un decreto di riforma del codice ambientale apporovato dal Consiglio dei ministri modifica la normativa.
 E’ stato inoltre introdotto il divieto assoluto di ricerca, prospezione ed estrazione di idrocarburi all’interno delle aree marine e costiere protette e per una fascia di mare di 12 miglia attorno al perimetro esterno delle zone di mare e di costa protette.
 La norma adottata dal Consiglio dei ministri si applica, fra l’altro, anche ai procedimenti di autorizzazione già in corso.
 Un passo in avanti, di sicuro, ma ambientalisti insoddisfatti.
 Umberto Mazzantini è il responsabile isole minori di Legambiente. Dice: «Il decreto annunciato dal ministro Prestigiacomo può essere forse utile per allontanare di qualche miglia il pericolo da aree marine ed insulari protette come le Tremiti e le Egadi, ma ad esempio non risolve affatto quello dell’Arcipelago Toscano, dove la concessione richiesta dalla multinazionale australiana Key Petroleum nei suoi 640 Km2 ha probabilmente la possibilità di trovare diversi “buchi” oltre le 12 miglia. Per questo chiediamo al ministro ed al governo di fare una cosa semplice per difendere davvero il nostro ambiente: istituire subito l’area marina protetta dell’Arcipelago Toscano che aspetta dal 1982 e cominciare subito a vietare le trivellazioni offshore in tutto il santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos, dal Tirreno al Mar Ligure, altrimenti continuerà ad essere semplicemente solo un segno sulla carta».

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