Sciolti due circoli calabresi di “Italia dei Valori” e dimissioni dal partito

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Cosenza – L’esponente dell’Italia dei Valori, Massimiliano Cedolia, comunica che dalla consultazione degli iscritti dei Circoli di Praia a Mare e Scalea è emersa la determinazione di scioglere con effetto immediato i due Circoli cittadini e rassegnare le dimissioni dal partito. Già da qualche tempo, il gruppo dell’alto tirreno valutava l’ipotesi di lasciare l’Italia dei Valori, ma è giunto alla decisione,  dopo aver  verificato, con assoluta certezza, che il partito guidato da Di Pietro è destinato a rimanere una formazione, priva di reali programmi politici, senza democrazia interna, manchevole di dialettica e confronto, con la precisa volontà del leader Di Pietro di mantenere il controllo assoluto insieme ai suoi fedelissmi cortigiani, sovente di bassissima levatura, scelti in base grado di adulazione nei suoi confronti. In queste condizioni la nostra coscienza ci impedisce di continuare un percorso di appartenenza al partito, constatato che i presupposti dell’inizio del 2009, periodo in cui abbiamo costituito gli organismi locali, sono stati assolutamente disattesi. Tante sono state le vicende che hanno provocato la nostra irremovibile decisione, brevemente le descriviamo, affinchè l’elettorato dell’Italia dei Valori sia informato sull’operato reale del partito.

Nel giugno del 2009, IdV vince le provinciali di Cosenza eleggendo due consiglieri e conseguendo un posto in Giunta con il Presidente Oliverio, ma il partito non ha mai designato la persona per ricoprire l’incarico ed a distanza di diciotto mesi, si trova senza assessore e con un consigliere in meno, visto che Michele Fusaro ha lasciato il partito a settembre scorso perché non ne condivideva più le scelte.

L’esperienza vanificata di Pippo Callipo in Calabria che dopo aver conseguito il 10% dei consensi calabresi ed aver procurato al partito di Di Pietro l’elezione di tre consiglieri regionali, non ha mai ricevuto dal partito l’offerta di un ruolo di massima visibilità per proseguire la grande esperienza del movimento che ha ottenuto 106.000 voti alle recenti elezioni regionali.

Gli imbrogli del congresso provinciale di Cosenza, che hanno sancito l’inosservanza delle regole democratiche all’interno del partito che ha visto patire la maggioritaria mozione Frammartino per favorire quella di De Bartolo meritevole solo di essere iù gradita al capo.

Le dimmissioni di Arlacchi, giunte a settembre dopo essersi impegnato senza successo a rendere questo partito rispettoso delle regole, della democrazia e soprattutto artefice di un chiaro programma politico.

Le trovate ridicole di Di Pietro circa la peale dei 100.000 euro in caso di abbandono del partito da parte dei consiglieri eletti.