Firenze, senza ponti il turismo in Toscana perde 500 milioni di euro

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«Ci chiediamo se la produttività industriale – ha commentato Stefano Bottai, presidente di Confcommercio Toscana – giustifichi le perdite che l’accorpamento dei ponti provocherebbe, peraltro in un settore ancora vitale e sano come il turismo. I problemi attuali sono reali e gravissimi, e gli obiettivi fissati dalla manovra si rendono necessari nell’ottica dell’interesse generale del Paese.
Serve però un confronto con il mondo delle imprese e del lavoro, che finora è mancato. Pensiamo anche alla liberalizzazione degli orari dei negozi, che va a invadere le competenze delle Regioni in materia di disciplina del commercio.
Pensiamo inoltre all’ipotesi ancora aperta del rialzo delle aliquote Iva. Un’evenienza – ha concluso Bottai – che oltre a colpire un settore attualmente molto debole, quello del piccolo commercio, danneggerebbe i consumatori dai redditi più bassi e non stimolerebbe in nessun modo la ripresa».

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