Isola d’Elba, la storia di Vincenzo Floccari, ristoratore per eccellenza

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Dall’essere citato nelle guide dei migliori ristoranti d’Italia del Gambero Rosso,(nel suo ristorante di Lacona che gestiva insieme con la moglie, la cantante lirica Elisabeth Payer Tucci, sono passati i maggiori rappresentanti del mondo dello spettacolo e della cultura nazionale ed europea), a essere un comune pensionato dedito a un piccolo orto, da cui ricava verdure, ortaggi mediterranei, il passo è stato brave, vertiginoso. Un gorgo, un mulinello che l’ha succhiato in breve tempo il locale e i soldi messi da parte dopo una vita lavoro. Insomma, un crescendo in senso negativo, con un susseguirsi di avvenimenti, citazioni in giudizio, sentenze di tribunali, avvocati che avrebbero fiaccato qualsiasi tempra umana. Ma no. Vincenzo Floccari (nella foto), settantaduenne originario dalla Calabria, di professione cuoco (esercitata fino a quando ha potuto gestire il ristorante di Lacona). Lui chiede giustizia per quanto gli è capitato e intende recarsi presto al Ministero, per far valere le sue ragioni. “Intendo far valere le mie ragioni _ ha detto al nostro giornale _ visto che qui non mi hanno dato soddisfazione”. Ma qual è il pomo della discordia.  Una terrazza che si affaccia proprio sulla spiaggia di Lacona, un posto invidiabile da cui si gode un panorama tra i più suggestivi dell’Elba. Si pensi all’effetto che produce nei clienti italiani e stranieri accomodarsi qui ad uno dei tavoli e ammirare il tramonto su Golfo Stella. La terrazza realizzata in parte su proprietà privata, in parte su concessione demaniale avuta nel momento opportuno. “Tutto regolare _ dice Vincenzo Floccari _ tutto fatto secondo le regole e le leggi demaniali”. Ma c’è un “querelle” infinita con il proprietario del terreno che confina con il suo locale. I malumori, le discordie hanno avuto inizio da quando Floccari realizzò una “modesta” modifica al suo fabbricato, erigendo la famosa terrazza. “In primo luogo _ dice _ per creare una specie di protezione dai venti che spirano da sud. Il tutto realizzato con materiale leggero che riprende la pietra del muro di sostegno esistente. La copertura si è pensato a travi in legno lamellare con perlimatura in abete che riprende quello già esistente all’interno del locale principale. Il tutto è ben inserito nell’ambiente circostante che non deturpa affatto la tipologia del litorale laconese”. Tutto a posto, allora? Per niente. La terrazza di fatto impedisce il “passo” al vicino, impedendogli l’accesso alla sua proprietà. “Ma se gli è precluso il passaggio dal mare _ dice Floccari _ può benissimo passare da qui a piedi, oppure, più a monte, dove esiste una carrareccia sulla quale si può transitare anche con mezzi meccanici”. Il giudice ha dato ragione ai confinanti, obbligandolo alle spese processuali. “Ma non mi dò per vinto _ conclude _ Andrò al Ministero a Roma”.

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