Portoferraio, l’olio elbano ha l’Igp

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Dall’oliveto alla tavola del consumatore. L’olio prodotto sulla maggiore isola della Toscana avrà, per il secondo anno consecutivo, l’indicazione geografica protetta (Igp). Una tracciabilità, quindi, totale che informerà il cliente su dove l’olio è stato prodotto e la strada che esso ha ricoperto prima di arrivare sulla tavola. Il prestigioso riconoscimento è stato ottenuto dall’Azienda “Due palme” di Fabrizio Galletti.
La certificazione è rilasciata dalla commissione di assaggio riconosciuta dal ministero delle Politiche agricole, che è chiamata a verificare la rispondenza delle “tipicità” attestate dall’analisi organolettiche. E questo è avvenuto anche grazie al prezioso contribuito offerto dal consorzio agrario e alla professionalità degli operatori del frantoio elbano. «Ogni bottiglia – dice il titolare dell’azienda – è numerata e questo permette di sapere il territorio di coltivazione, il periodo della raccolta e il nome del frantoio».
L’Igp è il massimo dell’eccellenza che si possa ottenere nel settore e averlo significa che il prodotto ha superato un esame chimico e un esame organolettico che dà un’ulteriore garanzia circa la bontà del prodotto. L’azienda di Fabrizio Galletti è tra le maggiori aziende che operano all’Elba dove si contano circa un migliaio di piante, una buona parte di queste anche appartenenti ai primi del Novecento. La produzione che si ottiene è di circa mille e 200 litri all’anno. L’olio extravergine di oliva “Toscano” è prodotto al cento per cento all’Elba ed ha un’acidità di 0,15 e un livello 7 di perossidi, sono cifre che testimoniano ulteriormente (qualora ce ne fosse ancora bisogno) la qualità della bottiglia e l’origine del prodotto immesso nel mercato. Attestazioni che alla fine premiano il lavoro quotidiano svolto nell’azienda e la cura dimostrata dagli operatori che raccolgono a mano le olive e le spremono secondo le tecniche tramandate.

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