Trivellazioni, Lapenna (Comune di Vasto): “Il fatto che il Tar abbia accolto le nostre tesi ci lascia ben sperare per il futuro”

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Londra – Trivellazioni, dopo l’ok al ricorso sabato conferenza stampa al Comune di Vasto.

Il Sindaco Luciano Lapenna, affiancato dagli assessori Anna Suriani e Marco Marra, dal Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Forte e dal suo vice Luigi Marcello, non ha nascosto la propria soddisfazione.
Siamo stati l’unico Comune della Regione Abruzzo che ha ritenuto di dover intervenire – ha detto il Sindaco Lapenna ai giornalisti presenti – ed il fatto che il Tar abbia accolto le nostre tesi ci lascia ben sperare per il futuro. Un primo ostacolo è stato superato ed è già tanto. Adesso valuteremo altre iniziative a tutela del nostro mare con la speranza che anche la regione Abruzzo non continui a far finta di nulla di fronte a questi pericoli
Mentre l’Assessore Marco Marra si è augurato che questa sentenza trovi spazio anche in cronaca nazionale, l’Assessore Anna Suriani ha evidenziato l’importanza del problema.
“Stiamo cercando di tutelare degli equilibri ecologici delicatissimi anche se è evidente, a questo punto, la necessità di una forte azione a livello parlamentare. Non possiamo mettere a rischio un sistema ecologico così delicato”.

Vediamo cosa è stato impostato il ricorso.

Il Comune di Vasto, con il patrocinio dell’Avv. N. Zaccaria della civica Avvocatura, ha proposto due distinti ricorsi al T.A.R. del Lazio – sede di Roma, chiedendo l’annullamento dei seguenti decreti emanati dal Ministero dell’ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, di concerto con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali:

1. del Decreto di valutazione impatto ambientale (V.I.A.) n. 126/2011, recante il parere positivo di compatibilità ambientale delle indagini sismiche con tecnica “air gun”, relative al permesso di ricerca idrocarburi d505 BR-EL, presentato dalla Società Petroceltic Italia S.r.l., da effettuarsi nel Mare Adriatico in un’area di circa 730 km² posta a circa 40 km a Nord-Ovest di Punta Penna e a 26 km dalle Isole Tremiti;

2. del Decreto di valutazione impatto ambientale (V.I.A.) n. 280 del 23.05.2011 recante il parere positivo di compatibilitàambientale delle indagini sismiche con tecnica “air gun”, relative al permesso di ricerca idrocarburi da effettuarsi nel Mare Adriatico in un’area di circa km² ubicata al largo della costa abruzzese e molisana, e precisamente a circa 24 km da Punta Penna.

Il Comune ha sollevato diverse contestazioni avverso i citati decreti, sostenendo che le indagini mediante la tecnica “air gun” – consistente nello sparare nei fondali marini raffiche di aria compressa allo scopo di ottenere onde riflesse dalle quali ricavare dei dati utili a ricostruire la composizione del sottosuolo – propedeutica all’eventuale successiva fase di perforazione di un pozzo esplorativo, è idonea a provocare consistenti danni all’ecosistema marino, incidendo sulla vita degli organismi marini acquatici, con una connessa forte diminuzione del pescato.

Nei suddetti giudizi si sono costituiti sia i due Dicasteri che la Società Petroceltic Italia S.r.l., difendendo la legittimità dei decreti impugnati.

Con Sentenze nn. 8200 e 8202 depositate il 1° ottobre scorso, il T.A.R. di Roma ha accolto i ricorsi del Comune rilevando alcuni vizi procedurali nella pubblicazione degli atti come pure l’omessa acquisizione del parere obbligatorio della Regione Puglia.
Il T.A.R. di Roma, in particolare, ha statuito che:
– anche per le attività estrattive che si svolgono a distanza maggiore di 12 miglia marine devono essere coinvolti “i prospicienti territori costieri (anche insulari) con le relative popolazioni, attesa l’unitarietà dell’ecosistema con le potenziali e attuali interrelazioni che esso presenta”;
– considerate le caratteristiche del Mare Adriatico, l’impatto potenziale sull’ecosistema marino e sulle attivitàconnesse alla pesca riguarda tutte le zone circostanti;
– l’utilizzo della tecnica dell’air gun sia foriero di potenziali conseguenze negative che si ripercuotono anche a distanza, attesa la natura delle onde acustiche e le modalità tecniche dell’operazione, quantomeno con riferimento alla possibile migrazione della fauna marina in luoghi diversi da quelli direttamente interessati.

  • arturo

    Quella che avete pubblicato è una notizia non proprio corrispondente al vero. Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso del Comune di Vasto solo per un vizio di forma e non di merito. Quindi è solo stato accolto perchè nel momento della stesura il Governo ha sbagliato la forma ma la sostanza rimane. Quando scrivete verificate la notizia! E’ un consiglio che vi do!!

    • Gentile Arturo, è il Comune di Vasto che ha dato la notizia. Noi abbiamo solo riportato quelle che è successo nel corso della conferenza stampa e pubblicato sul sito del comune. E’ il Sindaco che ha detto quello che ha detto. Forse i suoi elettori volevano sentire quello. E quello lui ha detto. Poi ci sembra oltre modo “impossibile” che un Tar possa annullare un decreto del Governo. Non è un organo legislativo. Se così fosse saremmo veramente dentro il baratro dell’insicurezza nazionale.

    • Grazie per il consiglio, verificheremo la news….e faremo sapere ai lettori.. che a volte ci aiutano molto nel nostro lavoro… e grazie a loro che il giornale vive! Grazie di nuovo, La redazione