Portoferraio, Confcommercio: “Dobbiamo imparare a destagionalizzare”, parola di Franca Russo

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Portoferraio – E’ tempo di cominciare a pensare seriamente alla destagionalizzazione. Non dovrebbe più essere un “oggetto misterioso”, ma anzi iniziare a scoprire un altro modo di fare turismo fino a oggi, a dire il vero, molto raramente praticato. La parola d’ordine per la ripresa e il consolidamento del turismo sula maggiore isola ella Toscana è, dunque, la destagionalizzazione. Ma ad un patto, però. Purché ci sia convincimento nella formula (bisogna crederci fino in fondo) e ci sia condivisione. A partire intanto dai piccoli imprenditori, dai piccoli esercizi turistici, quelli a conduzione familiare, tanto per intenderci. Ne è fermamente convinta Franca Russo, presidente della Confcommercio dell’Isola d’Elba che si fa promotrice dell’idea. “E’ da tempo- dice –  che all’Elba si parla di destagionalizzare, ovvero di provare ad allungare la stagione, ma con scarso convincimento e pressoché nessuna determinazione. Si tratta, in pratica, di innescare un processo virtuoso, che se anche non darà nell’immediatezza tutti i risultati sperati, getta però le basi per una inversione di tendenza, che riserverà i suoi frutti per il futuro della nostra isola”. Da qualche parte bisognerà pur iniziare per dare risposte e contropartite alla crisi economica che sta investendo il paese e i cui effetti si avvertono principalmente nel settore dei servizi e nel turismo in particolare. “La stagione turistica che si è appena conclusa – continua la presidentessa – non è stata affatto generosa, e ciò è dovuto ad una serie di fattori, di cui il principale è certamente la pesante recessione economica che sta vivendo il nostro paese. Data tale situazione, e valutando contestualmente il cambiamento climatico in corso, che già da diversi anni ci sta regalando degli autunni belli e caldi, direi che è il caso di iniziare a considerare seriamente l’opportunità di prorogare l’apertura delle nostre attività stagionali. Se in passato poteva essere sufficiente lavorare cinque o sei mesi per assicurarsi il sostentamento annuale, ora con l’aumento dei costi generali di gestione e della pressione fiscale, non basta più: servono periodi di attività più lunghi, tali da consentire almeno in parte il recupero di quanto perso con la mediocrità della stagione. Un po’ come ha fatto Vincenzo Onorato, già una ventina d’anni fa. L’armatore privato che oggi gestisce anche il servizio marittimo pubblico – conclude Franca Russo – chiedeva ad albergatori ed operatori turistici una collettiva prova di coraggio, rimanendo aperti più a lungo e proponendo offerte vantaggiose per la bassa stagione, insieme alla sua compagnia di navigazione”.